La diminuzione dei finanziamenti alla ricerca vi ha consentito di intraprendere le attività nei diversi settori di studio?
Le attività scientifiche in 2 Basi e in una nave oceanografica richiedono un grosso sforzo organizzativo – logistico di supporto. Inizialmente, durante la costruzione delle Basi, questa attività ha assorbito una percentuale molto elevata del finanziamento annuale. In seguito si è raggiunto un equilibrio circa al 50% fra costo della parte scientifica e della parte logistica di supporto. La maggior parte delle voci di spesa della parte logistica non possono essere soppresse; pensate all’approvvigionamento dei viveri e del carburante, alle spese del personale, all’affitto di aerei, elicotteri e nave. Se il finanziamento è 1/3 del necessario (come è accaduto negli ultimi 2 anni) quella che ne soffre di più, fino quasi a sparire, è, conseguentemente, la parte scientifica. Con grosso impegno e tanta fantasia tutta italiana, siamo riusciti a mantenere fede agli impegni internazionali a suo tempo assunti ma abbiamo drasticamente ridotto attività e tempi di permanenza.
In quale area si stanno maggiormente concentrando in questo periodo?
Se per area intendete l’area geografica, l’attività italiana è nel Mare di Ross (attività ridottissima) (recupero e riposizionamento di parte della strumentazione messa a mare 2 anni fa) e misure di idrologia, alla Stazione Mario Zucchelli (attività ridotta) e alla Stazione Concordia (attività ridotta).
In un’uteriore Base temporanea, allestita in un posto chiamato Talos Dome, è appena terminata l’estrazione di una carota di ghiaccio che permetterà di ricostruire il clima degli ultimi 150.000 anni con un dettaglio molto maggiore di quello fornito dalle carote di Vostok e di Dome C che però andavano indietro negli anni rispettivamente di 350.000 e 800.000 (confrontare anche con la risposta più avanti che riguarda le ricerche in corso).
Quest’anno qual è la situazione dei pinguini? Stanno diminuendo come negli ultimi tempi?
L’iceberg B15 è ormai un brutto ricordo. Il mare lungo le coste a nord-ovest dell’isola di Ross si è scongelato e nelle pinguinaie degli imperatori i pulcini potranno diventare adulti. Quindi la situazione si va normalizzando.
Abbiamo letto sui giornali che si stanno addensando perturbazioni sui Poli, è vero anche per l’Antartide?
È vero anche per l’Antartide. La maggiore evaporazione e il maggior calore creano perturbazioni più ampie e profonde che finiscono per coinvolgere le regioni polari.
Si sono formati grandi iceberg nell’ultimo periodo che possano causare problemi come il famoso B15?
In questi ultimi anni no. C’è un pezzo del Ross Ice Shelf che mostra (immagini da satellite) una crepa che fa prevedere un suo imminente distacco. Sarà un iceberg di dimensioni analoghe a quelle del B15.
Avete notato differenze rilevanti rispetto all’anno passato nel settore dell’oceanografia?
Stiamo ancora navigando nell’Oceano Meridionale e stiamo effettuando, lungo la rotta, lanci di sonde a perdere ad intervalli di 15 miglia che misurano temperatura e conducibilità (da cui la salinità) dell’acqua. Stiamo anche misurando in continuo la temperatura e la conducibilità dell’acqua superficiale. Rispetto ad anni passati si nota una progressiva intrusione di acqua più calda e salata in superficie proveniente da latitudini inferiori e un progressivo "addolcimento" dell’acqua superficiale alla latitudini superiori prodotto da una maggiore fusione dei ghiacci.
I ricercatori italiani presenti nella Base Dome C effettuano ricerche rispetto alla Base Mario Zucchelli?
L’Italia è impegnata nei seguenti Settori di studio:
1) Biologia e medicina
2) Geodesia ed Osservatori
3) Geofisica
4) Geologia
5) Glaciologia
6) Fisica e Chimica dell’Atmosfera
7) Relazioni Sole-Terra ed Astrofisica
8) Oceanografia ed ecologia marina
9) Chimica degli ambienti polari
10) Scienze giuridiche e geografiche
11) Tecnologia
Altre ricerche sono le seguenti:
Possiamo sapere qualcosa riguardo alla caccia delle balene?
Un Trattato internazionale vieta la caccia alle balene. Questo trattato non è stato ratificato da Norvegia e Islanda che continuano a cacciarene un numero, per il vero, esiguo e solo di specie non a rischio di estinzione a scopo alimentare. Nell’ambito del trattato è prevista la cattura di pochissimi esemplari a scopo scientifico. Alcuni Paesi, come il Giappone, sfruttano questa scappatoia per esercitare una caccia idiscriminata.

