Dott. Roberto Palozzi
Progetto NSF B-024-M , Smithsonian Institution
Capital expenditure and lactation energetics in Weddell seals (Leptonychotes weddellii)
McMurdo Station, 17 Dicembre 2007
A fine novembre, primi di dicembre le temperature sono diventate decisamente più miti (tra i -10 e i -5 °C) e il ghiaccio va sempre più fratturandosi lungo il Main Crack che corre parallelo a ridosso della linea di costa di Hutton Cliffs.
Con l`innalzarsi delle temperature aumenta contestualmente anche il rischio nello spostarsi all`interno della colonia; ogni giorno il paesaggio cambia e dove solo qualche ora prima si è poggiato il piede, adesso c`e` una pozza di ghiaccio semifuso oppure un nuovo buco circolare aperto da una foca.
Per transitare dalla zona nord a quella sud della colonia (la linea di separazione la fa il “pressure ridge” principale che corre perpendicolare alla scogliera proprio all`altezza del suo “becco”) da qualche giorno siamo costretti a utilizzare una delle slitte a “banana” come passerella improvvisata sull`acqua, ma non potremo continuare ancora per molto perchè la situazione sta diventando decisamente troppo pericolosa.
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Quest`anno il clima è abbastanza particolare e le precipitazioni nevose sono inusualmente intense e frequenti; per noi costituisce un ulteriore problema perchè la neve ricopre tutto, crepacci e crack compresi e per muoverci siamo costretti a sondare il terreno passo, passo con la piccozza o il manico di bambù di una bandiera segnapista.
Ma ogni tanto, inevitabilmente, la gamba sprofonda in una frattura nel ghiaccio.
I cuccioli hanno cominciato a mutare la lanuggine giovanile nel pelo da adulti e quelli nati ai primi di ottobre sono già delle perfette foche di Weddell in miniatura. Sono ancora accanto alle mamme e ancora succhiano il loro latte, ma molto, molto presto verranno svezzati e dovranno cavarsela da soli.
Nel frattempo trascorrono sempre più tempo in acqua e pian piano aumentano la profondità delle loro immersioni. I cuccioli non amano stare “a mollo”. E` freddo, faticoso e non e` possibile attaccarsi ai capezzoli: Preferirebbero continuare a restare sul ghiaccio, addossati al corpo della grande mamma e a nutrirsi di latte. Ma le femmine adulte sanno perfettamente che l`evoluzione e gli adattamenti intrinseci della loro specie hanno scadenze precise da rispettare, tempi biologici che non possono essere ignorati. Così li forzano ad entrare in acqua e a migliorare ogni giorno le loro capacità natatorie e subacquee; da queste dipenderà la loro sopravvivenza.
Passano tantissimo tempo insieme appena sotto la superficie ed è entusiasmante vederli sparire dentro ad un buco per poi riemergere da un altro qualche metro più in la`. Anche in acqua la coppia madre-cucciolo mantiene un legame strettissimo ed ogni volta che torna in superficie per respirare i musi si incontrano, quasi a rassicurarsi vicendevolmente.

