Stazione Mario Zucchelli, 21 Novembre 2007
Grazie alle ottime condizioni meteorologiche, allo stato del pack marino ed all’entusiasmo del personale logistico della Stazione, si è potuto effettuare l’operazione di messa in opera del primo modulo della struttura del nuovo molo della Stazione italiana in Antartide. Le attività, iniziate nelle prime ore della mattina si sono concluse verso mezzogiorno. I risultati hanno superato le aspettative del personale operante. L’esigenza di ristrutturare ed ampliare il molo, presente nella Stazione, è conseguente ai danni subiti dalla struttura durante la XXI Spedizione. In quell’occasione una violenta mareggiata ha danneggiato il muro di accosto e l’area costituente la banchina. Le nuove opere, oltre a ripristinare il muro di accosto lo estenderà realizzando una banchina più ampia. L’opera sarà completata con l’installazione di una gru telescopica con portata 40 tonnellate.
Il progetto ha avuto inizio circa un anno fa. Lo scorso anno sono stati trasportati i pannelli in lamiera zincata lunga circa 35 metri, costituente il fronte del muro di accosto del molo. Nonostante l’accuratezza dell’attività progettuale la realizzazione non era priva di dubbi e perplessità. Le prime incognite, che hanno impensierito i nostri progettisti, venivano dal rilievo del fondo marino realizzato nella scorsa Spedizione. Pur se molto accurato poteva presentare delle sorprese.
Altro problema è lo stato del ghiaccio che deve garantire un accesso ed un calpestio sicuro ma nello stesso tempo deve essere demolito per consentire la realizzazione della costruzione. La superficie ghiacciata deve garantire una solida ed ampia area di cantiere. Per ultimo ma non meno importante l’evoluzione climatica della stagione. Trovare una buona stabilità di temperatura per effettuare il getto del calcestruzzo armato. Anche la scelta del personale non è stata sottovalutato. Il personale coinvolto presenta una lunga esperienza in ambienti analoghi. Nel gruppo sono presenti professionisti che hanno partecipata alla realizzazione di Dome C ed alle opere portuali di Cape Prud’Home. Per una definizione del fondale sono state realizzate ulteriori immersioni ispettive, quest’attività ha permesso di definire la forma finale dei pannelli metallici preassemblati in Italia. Le immersioni in ambiente antartico, oltre a comportare tutte le cautele del caso sono caratterizzate da una bassissima temperatura, ciò determina un aumento dei rischi. Per garantire la sicurezza degli operatori subacquei le attività sono monitorate dallo staff medico della base. La nuova verifica ha evidenziato differenze del fondale rispetto a quanto misurato in precedenza, il personale ha eseguito in loco le modifiche tracciando il nuovo profilo.
L’operazione è stata realizzata tagliando i pannelli con fiamma ossidrica. Al termine della modellazione si è provveduto al posizionamento dei pannelli tramite gru. Particolare attenzione è stata posta alla sicurezza. L’operazione è durata circa quattro ore impegnando più di dieci persone. Questa attività risulta il primo passo rispetto al lungo cammino per il completamento dell’opera. L’esperienza maturata permetterà di proseguire il lavoro con maggiore velocità e sicurezza. Le attività, se pur pianificati in Italia, devono essere testate in campo e commisurate alle risorse disponibili ed alle “esperienze antartiche”.

