ANTARTIDE, ALLA RICERCA DEL GHIACCIO PIÙ ANTICO DEL PIANETA

Progetto europeo triennale da 2,2 milioni di euro per decifrare la storia del clima

 

Roma, 14 novembre 2016 – Glaciologi e climatologi di 14 istituzioni di 10 paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi).

 

L’Italia partecipa nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  (MIUR), è presente nel consorzio con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (IDPA-CNR) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

 

Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. E’ questo l’obiettivo di “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI). Per dare l’idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’atmosfera del passato.

 

“Quello che ancora non siamo riusciti a comprendere è perché cambiò il ciclo dei periodi glaciali e interglaciali tra 900mila e 1,2 milioni di anni fa”, spiega Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’ IDPA-CNR.

 

Prima della cosiddetta transizione di metà Pleistocene, i periodi glaciali e interglaciali si alternavano all’incirca ogni 40mila anni. Da allora invece ogni periodo è durato circa 100mila anni. Questa conoscenza deriva per esempio dall’analisi di campioni di sedimenti, i quali però sono privi di informazioni sui gas presenti nell’atmosfera.

 

“Non possiamo indagare il ruolo dei gas ad effetto serra, perché non abbiamo campioni adeguati per farlo, in quanto gli unici archivi geologici che contengono la composizione chimica dell’atmosfera sono le carote di ghiaccio”, afferma Barbara Stenni, professoressa all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

Il progetto BE-OI nasce proprio per colmare questa lacuna, con analisi geofisiche, tecnologie di perforazione rapida e datazione del ghiaccio sul campo. Inoltre, le tecnologie di perforazione saranno ulteriormente sviluppate e testate. Il primo lavoro sul campo partirà a breve: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (ENEA) e i geofisici Stefano Urbini (INGV) e Luca Vittuari (Università di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, analizzeranno lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra. Lo spessore della calotta glaciale è solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perché a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l’accumulo di neve e i flussi dei ghiaccio dal cuore dell’Antartide verso la costa.

 

Durante il programma di ricerca sul campo gli scienziati contemporaneamente misureranno l’accumulo di neve, la dinamica del ghiaccio e useranno nuove tecnologie per perforare il ghiaccio e misurare le temperature.

 

“Durante studi precedenti abbiamo individuato aree chiave in cui ci aspettiamo di trovare i più antichi archivi di ghiaccio della Terra – spiega il professor Olaf Eisen (Alfred Wegener Institute), coordinatore del progetto – Ora dobbiamo verificarlo ed è importante per noi apprendere più possibile riguardo i processi di deposizione e della dinamica del ghiaccio”.

 

Oltre a questi interrogativi scientifici, il progetto ha anche l’obiettivo di mettere assieme l’esperienza tecnologica e scientifica necessaria per affrontare questo progetto di perforazione profonda, per rifinire la pianificazione scientifica e la gestione del progetto e per definire budget e finanziamenti. Per generare il massimo avanzamento scientifico, sono coinvolte le più ampie comunità scientifiche europee dedicate alla paleoclimatologia e allo studio dei modelli climatici.

 

Il progetto

 

Il consorzio Beyond EPICA – Oldest Ice (BE-OI) e i suoi partner internazionali sintetizzano una concentrazione di competenze scientifiche e infrastrutture per l’analisi di carote di ghiaccio unica a livello mondiale. BE-OI è una Coordination and Support Action. Presenta le basi scientifiche, tecnologiche e finanziarie per la sfida di estrarre campioni di ghiaccio che risalgono fino a 1,5 milioni di anni in un futuro progetto. Sarà un contributo importante per l’esplorazione futura dell’Antartide e promette scoperte rilevanti sul clima e sui flussi globali di anidride carbonica. Queste nuove conoscenze miglioreranno le proiezioni future sugli sviluppi del clima con dati quantitativi affidabili e permetteranno di formulare strategie più mirate per affrontare le sfide sociali poste dai cambiamenti globali.

 

BE-OI è il contributo europeo per la ricerca globale di un luogo adatto all’estrazione di profonde carote di ghiaccio. Il consorzio tiene conto delle ricognizioni preliminari nell’area di Dome C nelle vicinanze della base italo/francese di Concordia e Dome Fuji, entrambe regioni promettenti nella parte orientale dell’Antartide. Altri consorzi si occuperanno di altre aree sotto l’egida dell’International Partnerships in Ice Core Sciences.

 

Membri del consorzio:

  • Alfred Wegener Institute, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi, Germania), Coordinatore
  • Institut Polaire Français Paul Émile Victor (Ipev, Francia)
  • ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Italia)
  • Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs, Francia)
  • Natural Environment Research Council – British Antarctic Survey (Gran Bretagna)
  • Universiteit Utrecht – Institute for Marine and Atmospheric Research (Olanda)
  • Norwegian Polar Institute (Norvegia)
  • Stockholms Universitet (Svezia)
  • Universität Bern (Svizzera)
  • Università di Bologna (Italia)
  • University of Cambridge (Gran Bretagna)
  • Kobenhavns Universitet (Danimarca)
  • Université Libre de Bruxelles (Belgio)
  • Lunds Universitet (Svezia)

 

 

Beyond EPICA – Oldest Ice

Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. Vogliono trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale campione permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) è finanziato dal programma dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 con l’accordo di progetto numero 730258. Il progetto durerà da ottobre 2016 a settembre 2019 e metterà assieme esperti di 14 istituzioni da dieci Pesi europei, coordinati dall’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi). L’Italia, presente nel consorzio con Enea e Università di Bologna, è rappresentata da scienziati delle università Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca, dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Destinazione Antartide: cercasi medici, tecnici informatici, elettrici e elettronici disposti a vivere per un anno un’esperienza unica e indimenticabile tra i ghiacci

Reperimento nazionale – Scadenza 13 giugno 2016

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ATTENZIONE !

L’avviso di interesse di seguito pubblicato NON è un bando di assunzione ma si rivolge ESCLUSIVAMENTE a personale GIA’ DIPENDENTE da Enti pubblici di ricerca o che, in forza delle norme che regolano l’attuazione delle Spedizioni italiane in Antartide, sia disponibile – previo benestare della struttura di appartenenza – ad essere temporaneamente assegnato al PNRA per la copertura delle posizioni qui descritte.

Coloro che mancano dei requisiti previsti sono pertanto invitati ad astenersi dall’inviare candidature spontanee che non potranno in alcun modo essere prese in considerazione.

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AVVISO DI INTERESSE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA XXXII SPEDIZIONE ITALIANA IN ANTARTIDE

STAGIONE INVERNALE PRESSO LA STAZIONE CONCORDIA (NOVEMBRE 2016/NOVEMBRE 2017).

AVVISO DI INTERESSE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA XXXII SPEDIZIONE ITALIANA IN ANTARTIDE STAGIONE INVERNALE PRESSO LA STAZIONE CONCORDIA (NOVEMBRE 2016/NOVEMBRE 2017).

L’attuazione delle Spedizioni italiane del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), le azioni tecniche e logistiche e la responsabilità dell’organizzazione nelle zone operative sono affidate all’ENEA in ottemperanza al Decreto interministeriale 30 settembre 2010 (GURI n. 27 del 3/02/2011).

Tra le attività del PNRA è di particolare rilevanza la gestione della Stazione italo-francese CONCORDIA, costruita sul plateau antartico nel sito di Dome C (75° 06’ S, 123° 21’ E) a 3.233 m di altitudine, a distanza di oltre 1000 km sia dalla Stazione costiera italiana “Mario Zucchelli” che dalla Stazione costiera francese “Dumont d’Urville” (continua……)

Avviso rep_tecnici_WO13_3Avviso rep_medico_WO13_3

Miur emana bando PNRA 2016 con Decreto Direttoriale del 5 aprile 2016 n. 651

5 APRILE 2016: Il MIUR ha emanato il bando PNRA 2016 con Decreto Direttoriale del 5 aprile 2016 n. 651. Le domande devono essere presentate entro le ore 12:00 del 6 maggio 2016 attraverso il servizio telematico SIRIO

 Il 1° aprile è stata insediata la nuova Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, nominata con decreto ministeriale Prot. n. 169 del 21 marzo 2016.

Dal Miur 6 mln di euro per nuove ricerche in Antartide

Piu’ fondi rispetto al 2015, ma 1/5 rispetto a 10 anni fa (ANSA) – ROMA, 5 APR – Ammontano a 6 milioni di euro le risorse stanziate dal Ministero dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca (Miur) nel bando 2016 del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra). Una cifra che segna una risalita rispetto all’anno passato, quando il finanziamento era stato di soli 2,2 milioni di euro, ma comunque ben lontano dai 29 milioni di euro assegnati nel 2005-2006. Dello stanziamento complessivo, 5,3 milioni di euro sono destinati alle attivita’ di ricerca da fare in Antartide su una delle piattaforme fisse e mobili italiane durante le campagne antartiche. I restanti 700mila euro saranno per attivita’ di ricerca nelle regioni polari su piattaforme fisse e mobili di altri Paesi o nell’ambito di iniziative internazionali. Con l’obiettivo di promuovere possibili integrazioni e comparazioni, le attivita’ finanziate dal bando potranno riguardare anche aree al di fuori della regione antartica. Le aree di ricerca saranno: dinamica dell’atmosfera e processi climatici, della calotta polare, della Terra solida e degli oceani polari, oltre alle relazioni Sole-Terra e ‘space weather’, l’Universo sopra l’Antartide. E ancora evoluzione, adattamento e biodiversita’, l’uomo in ambienti estremi, contaminazione ambientale, paleoclima, problemi e rischi ambientali. Al bando possono partecipare universita’ e istituzioni universitarie italiane, statali e non statali, gli enti e le istituzioni pubbliche nazionali di ricerca vigilati dallo Stato, e altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti da Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008. Le domande dovranno essere compilate a partire dalle 10 del 6 aprile 2016 e trasmesse entro le ore 12 del 6 maggio 2016 utilizzando il servizio telematico Sirio. I progetti saranno valutati dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, che si avvarra’ anche del parere di esperti internazionali, con particolare attenzione alle proposte coordinate da giovani ricercatori. (ANSA)

ANSA 11/3/2016. Ricostruito il meccanismo di formazione della calotta antartica. Il motore era legato ai bassi livelli di CO2.

Ricostruito il meccanismo che 34 milioni di anni fa ha portato alla formazione della calotta antartica e il cui motore era legato ai bassi livelli di CO2. Pubblicato su Science, il risultato si deve alla ricerca coordinata da Simone Galeotti, dell’università di Urbino, e potrebbe suggerire nuovi modelli di evoluzione del clima.

I ricercatori hanno analizzato una carota di sedimenti da record, della lunghezza di ben 940 metri e prelevata sotto il fondale antartico al largo di Capo Roberts. Questi sedimenti permettono si andare indietro nel tempo fino a 34 milioni di anni fa e raccontano come si è formata ed evoluta la calotta antartica, perché i frammenti di roccia che contengono sono stati depositati dall’espansione del ghiaccio. Grazie alle informazioni registrate nei sedimenti e a simulazioni, i ricercatori mostrano che nel periodo di transizione fra Eocene e Oligocene, prima di 34 milioni di anni fa, il livello di anidride carbonica in atmosfera era di 1.000 parti per milione (ppm) e, spiega Galeotti, il continente bianco era praticamente privo di ghiaccio, fatta eccezione per i ghiacciai sulle catene montuose.

Circa 34 milioni di anni fa, l’anidride carbonica in atmosfera è scesa al di sotto di 750 parti per milione, e in Antartide si è cominciato a formare uno strato di ghiaccio ”ma – sottolinea il ricercatore – questo era ancora molto vulnerabile alle variazioni stagionali della temperatura”. La calotta più stabile si è formata 32,8 milioni di anni fa, quando i livelli di CO2 sono arrivati a 600 parti per milione.

La ricerca mostra anche che questo potrebbe essere ”il valore soglia dell’anidride carbonica nell’ atmosfera, oltre il quale non bisogna andare per non rischiare di innescare lo scioglimento totale della calotta antartica” rivela un altro degli autori, Fabio Florindo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). La conseguenze sarebbero disastrose, perché il livello degli oceani si alzerebbe di circa 60 metri. Attualmente il livello di CO2 in atmosfera è di 400 parti per milione e se le emissioni di CO2 continuano con l’andamento attuale, rivela Galeotti, il valore soglia potrebbe essere raggiunto nel 2100.

La M/N Italica arriva a Lyttelton (NZ) e si conclude così la campagna estiva antartica

Alle ore 11:06 di oggi, la nave Italica, dopo  11 giorni di navigazione, ha ormeggiato presso il porto di Lyttelton (NZ) e sbarcato il personale scientifico e tecnico che era rimasto a Mario Zucchelli Station.

Si conclude così la XXXI Campagna estiva antartica 2015/16, che ha visto 221 partecipanti (126 logistici e 95 scientifici), 17 progetti scientifici sviluppati a MZS, 9 a Concordia e 8 sulla M/N Italica.

A Concordia, la stazione italo-francese a 3.300 metri di altitudine, situata all’interno del continente distante 1200 km dalla costa, un piccolo nucleo di persone continuerà a sviluppare parte della ricerca in condizioni estreme, in completo isolamento fino al prossimo novembre.

 

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23 febbario 2016, ore 18.00 corso webinar, vdc con gli Stati Uniti, per parlare di cambiamenti climatici (per i docenti italiani)

Dallo sforzo coordinato della Scuola di Scienze e Tecnologia, sez. geologia dell’ Universita’ di  Camerino, del Byrd Polar and Climate Research Center della Ohio State University e dell’associazione Polar Educator International (PEI) , nasce un’ iniziativa formativa, la Master Class International,  rivolta a tutti I docenti italiani: Scienza e Comunicazione del Cambiamento Climatico.

Il cambiamento climatico e’ uno dei maggiori argomenti di interesse scientifico del momento ed e’ anche uno dei piu’ dibattuti dai mass media che non sempre lo affrontano con il dovuto rigore. Come si fa a sostenere che il clima sta cambiando? Soprattutto, come fanno gli scienziati a conoscere il clima del passato? Quali sono le “macchine del tempo” che consentono di ricostruirlo?

Il 23 febbraio 2016 alle ore 18.00 questi argomenti verranno trattati nel corso di un webinar, in italiano,  in collegamento con gli Stati Uniti.

Nel webinar I relatori spiegheranno cosa sono le carote di ghiaccio, il loro uso nella paleoclimatologia e di come la cruciale questione della “comunicazione” del cambiamento climatico viene affrontata da uno dei maggiori istituti di ricerca in questo campo :il Byrd Polar and Climate Research Center della Ohio State University (http://bprc.osu.edu) dove in questo momento si trovano a lavorare un ricercatore ed un’insegnante italiani.

Il webinar, con gli stessi argomenti, verra’ ripetuto, in lingua inglese, il giorno 25 febbraio.

Per I docenti che vorranno ci sara’ la possibilita’ di interagire sui temi trattati con un altro docente partecipante ( in italiano o in inglese a seconda della scelta)

Per registrarsi al webinar seguire il seguente link  https://www.surveymonkey.com/r/T9ZD35X .

Per qualsiasi informazione o chiarimento scrivere a alessia.cicconi@unicam.it

Fonte: dalle news del Miur

“Fermate l’iceberg”: la corsa per salvare il pinguino Ryan (da Repubblica.it Ambiente)

Antartide, il gigantesco blocco isola la colonia. La fame ne ha uccisi 190mila: ne restano 10mila.

SALVATE IL PINGUINO Ryan, anzi i 10.000 pinguini Adelaide che stanno resistendo alla fame e a lunghissime camminate sul ghiaccio nell’Antartide orientale. Così come nel romanzo di fantascienza Ghiaccio Nove di Kurt Vonnegut l’umanità deve fare fronte a una repentina trasformazione degli oceani in ghiaccio, con tutte le difficoltà connesse per trovare cibo, oggi la stessa sfida tocca ai pinguini superstiti della Commonwealth Bay: la loro storia e la loro formidabile resilienza è raccontata da nuovo studio pubblicato suAntarctic Science. È un’odissea che inizia nel dicembre 2010, quando la baia sopra Cape Denison – dove normalmente i ghiacci superficiali che si formavano sul mare venivano portati al largo dalla corrente, lasciando libero il mare ricco di pesci – si è trovata ostruita da un gigantesco tappo di 2.900 km quadrati di ghiaccio (quasi quanto la Val d’Aosta): l’iceberg B09B, che vagava lungo la costa da circa 20 anni. L’incagliarsi di questa montagna viaggiante – evento raro, in quanto il riscaldamento globale non causa, di norma, il distacco di iceberg così grandi – ha fatto sì che le acque della baia si gelassero di un ghiaccio permanente spesso fino a tre metri, e i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) locali, che per sopravvivere hanno bisogno di mare aperto o perlomeno di buchi nel pack entro due chilometri dalle loro colonie, non hanno più potuto nutrirsi in zona.

Continua…

Si chiude la Base italiana a Baia Terra Nova e prende il via la campagna invernale presso la Base italo-francese Concordia

Si avvia a conclusione la 31° Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) con la chiusura della Base italiana Mario Zucchelli a Baia Terra Nova e la partenza, avvenuta il 14 febbraio, degli ultimi 27 partecipanti, che sono attualmente in transito  presso la Base americana di McMurdo. È invece ancora in via di completamento la campagna oceanografica condotta nel Mare di Ross a bordo della Nave Italica, a cui partecipano numerosi ricercatori e tecnici italiani, e che alla sua conclusione farà rientro in Nuova Zelanda.  Sono 90 i ricercatori coinvolti nel corso di questa campagna estiva nelle attività di ricerca in diversi ambiti scientifici, per un totale di 40 progetti riguardanti le scienze della vita, della Terra, dell’atmosfera e dello spazio. I dati raccolti in Antartide saranno elaborati nei prossimi mesi presso i laboratori italiani che hanno preso parte ai progetti.  Presso la Base italo-francese Concordia, che si trova sul plateau antartico a 3.300 m di altitudine, ha preso avvio la a campagna invernale lo scorso 9 febbraio, data dell’ultimo collegamento aereo con la base, che segna definitivamente la fine della stagione estiva. Per i prossimi nove mesi un gruppo di 12 persone, 5 italiani del PNRA, 6 francesi dell’IPEV (Istituto polare francese Paul Emile Victor) e 1 medico dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) rimarrà, in completo isolamento, per mantenere attive le attrezzature sperimentali e per condurre studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina.  Le spedizioni del PNRA sono promosse e finanziate dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e attuate dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) con il coordinamento scientifico del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche).

Da comunciato ENEA

Chiusura MZS 2Chiusura MZS 1

Concordia: dodicesimo winter over, 2016

Oggi 9 febbraio ha inizio per il personale della stazione italo-francese Concordia, la campagna scientifica invernale, che terminerà il prossimo 8 novembre 2016.

Siamo al dodicesimo inverno in cui l’Italia e la Francia, grazie ad un accordo del 2005,  garantiscono la continuità delle attività scientifiche presso la Stazione Concordia, nel sito di Dome C.

Il gruppo di 12 persone, selezionate attraverso corsi di sopravvivenza e visite mediche specifiche, trascorrerà i 9 mesi di inverno in completo isolamento, affrontando la notte polare e temperature incredibilmente basse (fino a -80°C).

Durante questo lungo periodo, il personale scientifico, supportato dal personale tecnico e logistico, si adopererà a fare rilevazioni che riguardano le misurazioni chimiche e fisiche della neve e dell’atmosfera.

A Dome C, si concentrano i più rilevanti studi che vanno dalle sorgenti infrarosse galattiche ed extragalattiche, alla radiazione a microonde, fino alla ricerca dell’impronta lasciata dal fondo di onde gravitazionali originate dal Big Bang, al fine di ricostruire le prime frazioni di tempo all’origine dell’universo.

L’ambiente antartico, in particolar modo durante la notte polare sul plateau, mostra profonde analogie con l’ambiente spaziale. Per questo motivo, presso la Stazione Concordia, si effettuano importanti studi internazionali sull’adattamento psico-fisico dell’uomo all’ipossia, all’isolamento e all’assenza di luce naturale.

I partecipanti del dodicesimo Winter Over

 Nome

Ruolo

 Assegnazione

BONNEFOY Bertrand

Cuoco

IPEV

FAUSTO Alessandro

Informatica/ Radio

PNRA

HUEBER Nicole

VIA Chimico

VIA IPEV

KARAKASIDIS Georges

Elettrotecnico

IPEV

LAZZARINI Elvio

Medico

PNRA

LELOIR Olivier

Responsabile tecnico/ Capo meccanico

IPEV

MILANO Luciano

Elettronico della Scienza

PNRA

MONTAGUTI Simonetta

Fisico

PNRA

QUERE Gaétan

Meccanico

IPEV

STANZIONE Vitale

Stationleader/ Glaciologo

PNRA

VAN DEN BERG Floris

Medecina ESA

ESA / IPEV

VAN DEN HOVE Henri

Idraulico- Installatore

IPEV

 

Stazione Mario Zucchelli


St. italo-francese Concordia


AUSDA