Progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice”. Alla ricerca del ghiaccio più antico del pianeta.

Sintesi delle attività svolte nella campagna 2016-2017

Glaciologi e climatologi di 14 istituzioni di 10 paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi).

L’Italia partecipa nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), è presente nel consorzio con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IDPA-CNR) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

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Foto 1. Il percorso del convoglio di mezzi cingolati e container su pattini dalla Stazione Mario Zucchelli (MZS) al sito di Little Dome C.

 

Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. E’ questo l’obiettivo di “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI). Per dare l’idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800 mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’atmosfera del passato.

Il progetto BE-OI nasce proprio per colmare questa lacuna, con analisi geofisiche, tecnologie di perforazione rapida e datazione del ghiaccio sul campo. Inoltre, le tecnologie di perforazione saranno ulteriormente sviluppate e testate. Il primo lavoro sul campo è iniziato nel corso della attuale XXXII Spedizione italiana del PNRA: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (ENEA) e i geofisici Stefano Urbini (INGV) e Luca Vittuari (Università di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, hanno analizzato lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra. Lo spessore della calotta glaciale è solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perché a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l’accumulo di neve e i flussi dei ghiaccio dal cuore dell’Antartide verso la costa.

Arrivo della traversa a Concordia

Arrivo della traversa a Concordia

Foto 2. Il convoglio di mezzi cingolati (traversa) in arrivo a Concordia.

 

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Foto 3. Il posizionamento dei sensori per la misura della velocità verticale del ghiaccio.

 

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Foto 4. Il team di Beyond Epica – Oldest Ice composto (da sinistra a destra) da Luca Vittuari (Univ. Bologna), Mario Quintavalla (Bormio), Frabrizio Frascati (ENEA, Brasimone), Robert Mulvaney (British Antarctic Survey, Cambridge, UK), Massimo Frezzotti (ENEA, Casaccia).

 

Il progetto ha durata triennale (2016-2018) e nel primo anno, attualmente in corso, sono state finora svolte sinteticamente in Antartide le seguenti attività:

-       più di 1000 km di radio-echosounding;

-       28 misure di velocità con sistemi GPS;

-       una perforazione di 105 m per la misura della temperatura in foro (-54.6 °C) e per l’istallazione del sistema di misura della velocità verticale.

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Foto 5. Carta dell’area di Dome C (curve di livello ogni 0.5 m) con riportate le attività scientifiche svolte nell’ambio del Progetto Europeo.

 

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Foto 6. Sistema di perforazione RAID, Fabrizio Frascati (ENEA) e Robert Mulvaney (BAS, UK).

 

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Foto 7. Sistema di misure radar pRES Robert Mulvaney (BAS, UK).

 

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Foto 8. Sistema di radio-echosounding DELORES trainato da PB300.

 

 

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Foto 9. Momento di riposo al riparo dal vento da sinistra a destra: Mario Quintavalla (Bormio), Fabrizio Frascati (ENEA), Robert Mulvaney (BAS, UK), Massimo Frezzotti (ENEA).

 

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Foto 10. Cena nel modulo vita: Massimo Frezzotti (ENEA), Robert Mulvaney (BAS, UK), Mario Quintavalla (Bormio), Fabrizio Frascati (ENEA).

 

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Foto 11. Luca Vittuari.

 

Stazione Mario Zucchelli


St. italo-francese Concordia


AUSDA