Progetto

progetto: PNRA16_00194

   
acronimo
responsabile MAURO GUGLIELMI
ente di appartenenza INSUBRIA UNIVERSITà
descrizione
L’interazione tra cambiamento climatico (CC), permafrost e I suoi correlate ecosistemi passati e presenti non sono ben chiariti neppure nell’emisfero settentrionale. Nell’Antartide continentale recentemente, nonostante il leggero raffreddamento in atto, è stata documentata la degradazione del permafrost. Il riscaldamento muterà il permafrost e i suoi ecosistemi correlati attraverso una serie di risposte a diversi livelli ecologici dalla scala molecolare a quella ecosistemica. La priorità di conoscenza sugli impatti del CC sul permafrost, sullo strato attivo in Antartide e sui loro effetti sugli ecosistemi è stata evidenziata anche dallo Scar Horizon (q.42-49) come da WMO, CliC, GCOS e GTOS. Anche la conoscenza sulla biodiversità (dal livello genico a quello ecosistemico) e i suoi patterns presenti e passati è una delle priorità di SCAR Ant-Era in quanto la comprensione dell’evoluzione della biodiversità in risposta ai cambiamenti climatici del passato è fondamentale per poter determinare la capacità di adattamento e risposta ai futuri cambiamenti. Tra gli ecosistemi meno conosciuti certamente ci sono quelli nei talik presenti nel permafrost che possono essere considerati un analogo di Marte. Tali talik, caratterizzati da brine ipersaline possono rappresentare un analogo di quanto trovato su Marte. Un’altra analogia con Marte può essere rappresentata da alcuni rilievi noti anche come PLF (Pingo Like Features) ritrovati su Marte che sono presenti in Terra Vittoria. Queste forme sono anche connesse con le brine e potrebbero conservare utili informazioni paleoclimatiche. Il progetto si compone di quattro diversi moduli di ricerca. Il primo modulo è focalizzato nella determinazione degli effetti del CC sullo strato attivo con particolare attenzione alle variazioni di copertura nevosa e radiazione solare attraverso il monitoraggio di queste componenti iniziato già dal 1996 in uno dei siti. Il secondo modulo consiste nella determinazione degli impatti del CC sul sistema vegetazione-permafrost seguendo le raccomandazioni di SCAR AnT-Era attraverso il monitoraggio di una rete già presente dal 2002 lungo un transetto latitudinale tra 73° e 78°S e con manipolazioni che simulano diversi effetti del CC. Verrà infine anche valuta la variabilità spaziale e temporale dello strato attivo grazie a ripetuti profili con il metodo della termografia superficiale. Un importante aspetto della valutazione degli effetti del CC sullo strato attivo e sulla vegetazione sarà anche l’installazione del sito più meridionale presso Hjorth Hills . Il terzo modulo sarà focalizzato sull’analisi degli ecosistemi microbici presenti nel permafrost e, soprattutto nelle brine ipersaline. Per migliorare questa conoscenza saranno effettuati nuovi carotaggi nell’area di Tarn Flat dove le brine sono state ritrovate al di sotto di un PLF. Nelle brine e nelle carote verrà così caratterizzato il microbioma procariotico ed eucariotico tramite tecniche coltura-dipendenti e coltura-indipendenti e verranno anche effettuati esperimenti in microcosmo a diverse temperature e condizioni ossiche e/o anossiche per valutare la variabilità della biomassa, della diversità e delle attività microbiche, così come il ruolo svolto dai virus. Le analisi geochimiche e microbiologiche sulle brine verranno realizzate in collaborazione con un not team americano.