| MZS, 10 febbraio 2005 |
Osservatorio marino dell'Area Protetta di Baia Terra Nova E' stata recentemente istituita, su proposta italiana, una area marina protetta (Antarctic Specially Protected Area – ASPA – n. 161) lungo la costa sud della Stazione italiana “Mario Zucchelli” con lo scopo di proteggere un ambiente marino litorale che mostra caratteristiche ecologiche di grande interesse scientifico. In particolare, questo tratto di costa ospita comunità di organismi marini di notevole ricchezza specifica e, durante il periodo estivo, è una delle poche aree costiere deglaciate in tutto il Mare di Ross. Baia Terra Nova rappresenta quindi un'area ideale per lo studio delle caratteristiche ambientali marine costiere in Antartide. E' iniziato, in questa Spedizione, un accurato programma di monitoraggio delle principali variabili ambientali e delle comunità degli organismi marini che va ad aggiungersi alle informazioni raccolte a partire dal 1990. Si costituiscono, così, serie storiche di dati ambientali che sono la base per la comprensione dei fenomeni in atto e per previsioni a medio e lungo termine, anche in relazione ai cambiamenti climatici globali. Tutte le informazioni raccolte saranno successivamente controllate e rese disponibili attraverso la rete internet per facilitarne la divulgazione e l'utilizzo da parte della comunità scientifica internazionale. L'Osservatorio Marino Costiero è finalizzato alla raccolta e alla successiva elaborazione di informazioni ambientali marine inerenti la fascia litorale dell'ASPA (Antarctic Specially Proteced Area) di Baia Terra Nova, da Road Cove a Adelie Cove, fino ad una batimetrica di 200 m, un tratto di costa molto studiato e su cui grava gran parte dell'attività scientifica marina in Base. Il progetto intende, nell'ambito della valorizzazione delle serie storiche già acquisite a BTN, continuare a monitorare nel tempo e in diversi periodi stagionali le caratteristiche ambientali (fisiche, chimiche e biologiche) e la struttura delle principali cenosi litorali. Lo studio delle variabili ambientali verrà condotto utilizzando sia strumentazione oceanografica di base (sonda multiparametrica, fluorimetri, trappole di sedimentazione) che sensoristica adattata a ROVs e camere bentiche. Nella fase di elaborazione e modellizzazione dei dati ci si vuole avvalere anche delle collaborazioni di UU.OO. di altri PdR che gestiscono gli ancoraggi posizionati ai margini inferiori dell'ASPA, il mareografo, gli Osservatori meteorologici, l'Osservatorio d'impatto ambientale del PNRA. Il progetto intende, inoltre, determinare la struttura delle comunità e le caratteristiche ecologiche dell'ecosistema che non possono prescindere da uno studio della biodiversità sotto diversi aspetti (sistematica e variabilità genetica delle popolazioni di specie chiave), anche in rapporto al variare della componente abiotica dell'ecosistema marino. Tale studio sarà effettuato secondo un approccio metodologico e culturale multiplo in cui le diverse specializzazione che afferiscono al Museo Nazionale dell'Antartide (MNA) ed alle altre UU.OO. si integrano per concorrere alla comprensione dei fenomeni indagati, analizzando alcuni parametri strutturali (composizione quali-quantitativa, biomassa primaria e secondaria, variabilità genetica) delle comunità planctoniche, bentoniche e nectoniche. Per quanto riguarda le comunità nectoniche ci si avvarrà delle competenze presenti nel centro studi del MNA (sez.di Genova) nell'ambito della convenzione in atto tra il MNA e l'ICRAM di Roma. Particolare attenzione verrà inoltre posta nella collaborazione con i diversi progetti PNRA che si occupano di tali problematiche. Nel dettaglio si propone di mantenere sotto controllo l'evoluzione delle principali caratteristiche ambientali e la struttura dei popolamenti pelagici e simpagici in 3 stazioni d'osservazione permanenti (Faraglione, Portofino, Santa Maria Novella), le prime 2 localizzate all'interno dell'ASPA e la terza al centro della Baia di Terra Nova. Per quanto riguarda le comunità bentoniche si continua a studiare la struttura dei popolamenti davanti a Road Cove, su un fondale di 40 m, nell'area compresa tra il Faraglione e la Caletta e all'interno di Adelie Cove. Inoltre saranno individuati altri siti, già studiati nelle precedenti Spedizioni, dove effettuare controlli di alcuni parametri ambientali e delle cenosi per un confronto con quanto rilevato nell'ASPA. Per la descrizione della struttura dei popolamenti bentonici e nectonici si prevede, come negli anni passati, un incremento nell'uso di sistemi automatici come il ROV Romeo che sarà anche in grado di posizionare strumentazioni scientifiche atte alla raccolta in continuo di dati di base. Scopo della nostra presenza a BTN è la necessità di studiare l'evoluzione stagionale delle principali variabili ed in particolare nei primi mesi di apertura della Base, quando è presente, il ruolo del pack-ice e del platelet-ice nell'influenzare e regolare la dinamica stagionale delle cenosi. Va inoltre tenuto conto che il pack-ice costituisce memoria dei fenomeni avvenuti in acqua durante l'autunno, l'inverno e l'inizio della primavera australe, momenti stagionali durante i quali non è possibile, allo stato attuale, effettuare campionamenti nell'area di BTN. Tale attività si sviluppa nell'ambito del Museo Nazionale dell'Antartide (Centro studi sez. di Genova) che, sin dalla sua istituzione, si avvale di collaborazioni con vari progetti nell'ambito del PNRA per la valorizzazione in particolare delle ricerche in ambito marino. Obiettivo del MNA è la catalogazione e la conservazione di reperti biologici disponibili per la comunità scientifica nazionale ed internazionale, la diffusione delle informazioni scientifiche derivanti dai diversi progetti PNRA, la realizzazione di documentazione scientifica (es. pubblicazione di carte tematiche, report, monografie, siti web tematici, sistemi GIS, ecc.). Il MNA si propone inoltre nell'ambito di questo progetto di collaborare affinchè le informazioni raccolte e validate possano essere rapidamente inserite in una rete scientifica internazionale in accordo con altri progetti nell'ambito del PNRA, per la divulgazione dei dati raccolti e per una facilità di pronto utilizzo da parte degli organi deputati alla gestione dell'ASPA. Particolare attenzione sarà posta inoltre al miglioramento del sito web del MNA dove attualmente troviamo la check-list degli organismi di BTN e di pubblicazioni di sintesi del lavoro svolto nell'ultimo decennio a BTN nell'ambito di diversi progetti di ecologia marina. Uno studio multidisciplinare dell'ecosistema litorale di Baia Terra Nova consentirà di acquisire fondamentali informazioni sulle interazioni dinamiche tra i diversi comparti dell'ecosistema marino costiero di BTN per una corretta fruizione dell'ASPA, anche alla luce dell'interesse legato alla comprensione delle possibili modificazioni climatiche in Antartide. Le principali finalità, in parte acquisibili in collaborazione con le UU.OO. afferenti ad altri PdR del PNRA, e grazie a collaborazioni internazionali saranno:
Nei laboratori della Base viene effettuato un primo trattamento dei campioni raccolti in mare. La maggior parte delle analisi viene successivamente effettuata in Italia dalle varie UU.OO. afferenti al PdR. In laboratorio sui campioni di acqua di mare raccolti lungo la colonna d'acqua con la Rosette si provvede principalmente a separare la sostanza particellata dalla frazione disciolta. Nei laboratori della Stazione Mario Zucchelli (MZS) sono effettuate immediatamente delle misure di spettrofluorimetria a fluorescenza sincrona sui campioni di disciolto (con uno spettrofluorimentro Perkin Elmer LS50 B), mentre il resto delle diverse frazioni vengono conservate a -20 °C e -80 °C e trasportate in Italia per effettuare le seguenti determinazioni, sulla frazione disciolta:
sulla frazione particellata:
L'altra analisi chimica che viene effettuata immediatamente è la determinazione dell'ossigeno disciolto in acqua di mare con il metodo Winkler, attraverso un titolatore Methrom 719S. I campioni biologici di batterioplancton, fitoplancton e zooplancton vengono fissati in formalina al 2% ed al 4%, per una successiva determinazione quali-quantitativa. Gli organismi bentonici campionati attraverso draga o benna, vengono invece conservati a -20 °C, per valutarne la biodiversità e le dinamiche di popolazione. Essendo ancora in corso i campionamenti e le analisi, è ancora presto per avere dei risultati definitivi. Tuttavia i profili di temperatura, salinità e fluorescenza forniti dalla sonda multiparametrica SBE 25 possono essere già utilizzati e forniscono informazioni interessanti. Nella prima parte del 3° periodo di Spedizione (17- 23 gennaio) infatti sono stati rilevati valori di temperatura superficiale assai elevati, anche superiori a + 3 °C. Infatti il pack si è sciolto molto anticipatamente e a parte un periodo di brutto tempo intorno ai primi giorni dell'anno, sono state registrate temperature atmosferiche sopra la norma. Con il cambiare delle condizioni meteorologiche (2 giornate di vento catabatico con punte anche a 50 nodi) sono state registrate temperature superficiali più basse (attorno a + 1,5 °C la settimana successiva ed ora con il finire dell'estate australe, anche inferiori a 1 °C). Stabile l'andamento della salinità e mediamente bassa la concentrazione di clorofilla, a testimonianza della fine della fioritura fitoplanctonica.
Dai campionamenti effettuati con la draga, molti organismi sono stati raccolti. Questi campioni permetteranno di definire la struttura e l'evoluzione, nel tempo, dei popolamenti delle principali specie chiave. Ecco un esempio di una comunità bentonica a prevalenza del mollusco Adamussium colbeki rinvenuta presso Road Bay tra i 40 e i 70 m di profondità. |