St. Mario Zucchelli 20/02/06 |
risponde ai ragazzi della SM I. Calvino
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I GdL THE BOOGEYMAN, THE BEST, THE PINK LADY chiedono:
1. Risponde R. Bono - Ci si sveglia verso le 7.00, la mensa fornisce la colazione fino alle 8.00; dopo si inizia il lavoro. I tecnici che curano il funzionamento della Base vanno nelle loro officine o impianti, mentre gli scienziati che vengono in Antartide per fare ricerca si recano nei loro laboratori o prendono un mezzo di trasporto, facilmente un elicottero, e si recano nel loro sito di ricerca. Chi è in Base lavora fino alle 12:30, poi rientra e pranza fino alle 14.00. Naturalmente chi è lontano ha ricevuto un sacchetto con il pranzo preparato in anticipo dai cuochi. Dopo si riprende il lavoro, che continua fino alle 19:30, quando si ritorna tutti in Base (o quasi tutti, perché chi lavora lontano a volte rimane fuori fino alle 21.00 o anche più). Alle 20.00 si cena e poi si è liberi di passare la serata come si vuole. C'è un locale proiezioni, dove quasi sempre c'è un film da vedere, un locale fumatori con lettore DVD e televisore, un locale per non fumatori altrettanto attrezzato e il bar, con macchina del caffè e gelatiera. Oltre a questi locali, ci si ritrova anche nei laboratori, per parlare dei propri lavori o per chiacchierare. C'è infine un locale di ritrovo, chiamato "Pinguinattolo", una casetta di legno con un salone e una serie di tavolini e panche. Qui spesso ci si ritrova per cantare, ballare o semplicemente conversare tra amici. Alle sera poi ci si dedica anche ai propri cari lontani, scrivendo e-mail o telefonando con i terminali satellitari o con il collegamento radio con la base neozelandese di Scott Base, che mette a disposizione una linea telefonica collegata con la Nuova Zelanda. Verso mezzanotte si va a dormire, perché il lavoro è spesso faticoso ed occorre recuperare le energie per essere nelle migliori condizioni il giorno successivo. 2. Risponde L. Morici - Credo che se fai questa domanda a cento di noi avrai cento risposte diverse! Le aspettative di ciascuno sono talmente personali che è ben difficile trovare dei denominatori comuni. Inoltre qui non facciamo ovviamente tutti lo stesso lavoro. C'è chi ha la possibilità di viaggiare molto perché questo è richiesto ad esempio dalla attività di ricerca che svolge, mentre altri svolgono mansioni che non offrono grandi opportunità di spostamenti (pensate ad esempio ai cuochi). Però una risposta ve la posso dare, è basata sulla mia esperienza e quindi ha un significato soggettivo, ma è pur sempre un contributo. Allora debbo dirvi che qualche informazione su questo continente, prima di venire qui la prima volta, ce l'avevo; e questo ha di certo acceso in me delle aspettative che poi hanno trovato riscontro nell'esperienza diretta. Penso ad esempio alla pulizia dell'aria, che è così trasparente per via del fatto che spesso è troppo freddo affinché ci possa essere umidità . ma trasparente al punto di falsare la nostra capacità di valutare la lontananza; e così succede che una collina che sembra proprio vicina, a due passi, in realtà è una montagna enorme lontanissima (quanto lontana? Cento chilometri non sono una eccezione!). Ma naturalmente penso anche alla tanta luce, così intensa che se non ti proteggi adeguatamente rischi di danneggiare gli occhi. Tanta luce prodotta dal sole, che però qui non riscalda; luce che viene riflessa via dal bianco del panorama ed esce indisturbata dal pianeta. Però ci sono state tante sensazioni che mi hanno sorpreso: sono quelle cose che senti dentro di te e non riesci a descrivere, sono le emozioni, gli stati d'animo, le vicende personali. Come trasmettere l'emozione che si avverte nell'ascoltare il silenzio assoluto? Come descrivere la sensazione di calore proveniente dalla metà del corpo esposta alla luce del sole e contemporaneamente il freddo intenso proveniente dalla metà in ombra? Come descrivere il senso di disagio che avverti quando un pinguino ti si avvicina con aria curiosa, quasi a studiare il buffo animale che ha di fronte . che poi se tu? Forse non sono riuscito a rispondere alla tua domanda, ma spero almeno di essere riuscito a trasmetterti parte delle emozioni che provoca l'Antartide. Emozioni che senti in continuazione, e cha capitano anche a quelli che, come me, sono venuti qui già sette volte! E che ogni volta hanno ricevuto una sorpresa diversa da questo ambiente meraviglioso, una sorpresa che proprio non si aspettavano. 3. Risponde G. Alessandro - La Base italiana viene aperta verso il 15 ottobre, i primi ad arrivare sono 20 tecnici che hanno il compito di attivare le strutture. La primissima cosa che il personale effettua è il riscaldamento del locale che ospita i gruppi elettrogeni. Il riscaldamento viene effettuato tramite un “soffione” studiato appositamente per il riscaldamento dei motori degli aerei. Dopo circa 1 ora, il gruppo elettrogeno viene avviato, le attività proseguono attivando l'impianto di produzione acqua potabile. Queste sono le due cose principali per il funzionamento della Base. A seguire sono attivati i mezzi di movimento terra che ci permettono di pulire i piazzali e le strade che a volte troviamo pieni di neve. Seguono gli elicotteri e la caldaia per il riscaldamento e l'impianto di depurazione. I giorni seguenti sono utilizzati per il completamento delle attività ma soprattutto per la costruzione della pista di atterraggio dell'Hercules che avviene dopo 5 giorni dall'apertura della Base. 4. Risponde G. Alessandro - Ai margini delle calotte del continente antartico si sviluppano grosse piattaforme e lingue di ghiaccio galleggianti. Le più estese si sviluppano all'interno di insenature o in prossimità delle linee costiere alle quali sono ancorate. Hanno una superficie piatta e si elevano per decine di metri sul livello del mare: sono strutture permanenti e sono chiamate piattaforme e non vanno confuse col ghiaccio marino. Con periodicità annuale, invece,abbiamo il fenomeno naturale del congelamento del ghiaccio del mare. Questo fenomeno naturale consiste nella copertura della superficie del mare di una pellicola sottile di ghiaccio dello spessore di circa due tre metri; però l'estensione di questa pellicola raggiunge proporzioni enormi: di 20 milioni di kmq, superiore a quella dell'intero continente antartico. E' chiaro che in inverno la superficie di mare coperta da ghiaccio marino aumenta, e nei periodi di maggiore estensione (settembre), il ghiaccio marino si spinge fino a 55 - 60° di latitudine. Naturalmente la copertura di questo ghiaccio si riduce in estate, fino a soli 4 milioni di kmq in febbraio. Localmente si osservano variazioni nella copertura del ghiaccio marino che dipendono da vari fattori quali ad esempio le intensità dei venti che hanno soffiato l'inverno precedente, la salinità dell'acqua, ed eventi episodici che possono incidere a livello microclimatico quali il transito di un grosso iceberg nelle vicinanze. Il mare prospicente la Base italiana Mario Zucchelli ha presentato, negli ultimi 2 anni, una copertura di ghiaccio ad inizio stagione in diminuzione rispetto alle situazione che eravamo abituati a fronteggiare negli anni passati. Questo naturalmente non ci autorizza ad estrapolare conclusioni di carattere generale e non ci sorprenderemmo se l'anno prossimo ci troveremo a descrivervi uno scenario diametralmente opposto. |
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