16/05/06 - Risponde ai ragazzi della SM Ribolla Il GdL PINGUINI chiede:
1. - In termini di piante e animali la regione Antartica può essere suddivisa latitudinalmente in 3 zone distinte:
Per le piante terrestri la vita diventa molto dura man mano che ci avviciniamo al Polo Sud: le piante possono crescere infatti solo dove è presente abbastanza acqua liquida e devono lottare inoltre con le bassissime temperature e con i lunghi periodi di buio e di intensa radiazione solare!! Quando la latitudine aumenta, la vita delle piante diventa meno varia e meno abbondante, con un minor numero di specie e gruppi di piante, una biomassa minore, una minor percentuale di Terra ricoperta da piante e una statura delle piante mediamente più bassa. Le basse temperature e le fluttuazioni estreme di radiazione solare ad elevate latitudini influenzano processi chimici come per esempio la fotosintesi clorofilliana e le piante sono così costrette a prendere dei provvedimenti contro questi stress. Per le piante le condizioni che s trovano nell'oceano, ad elevate latitudini Sud, sono più favorevoli rispetto a quelle nella terraferma: per esempio nelle acque poco profonde delle isole sub-antartiche alcune delle alghe marine più grandi del mondo formano dense comunità di elevata biomassa. Spesso nelle fredde acqua superficiali dell'Antartide Continentale, al di sotto dello strato di ghiaccio e dove il mare non è attraversato da iceberg, la biomassa, la dimensione e la diversità delle alghe marine sono più grandi di quelle delle alghe terrestri. Come per le piante anche per le specie animali il mare offre condizioni di vita migliori rispetto alla terraferma: nel mare infatti troviamo molte specie tra pesci, crostacei, molluschi, stelle marine, microrganismi….. e molte specie animali vivono nel mare e sulla terraferma come i pinguini, i vari tipi di foca e molte specie di uccelli. 2. - Il ghiaccio qua a Dome C è molto spesso ed è profondo più di 3.200 m: questo è stato potuto constatare grazie al prelevamento della carota profonda, di 3270,20 m, avvenuto nel 2004 durante il progetto EPICA. Le deposizioni sono molto scarse e infatti il plateau antartico è il deserto più grande del mondo e quindi lo spessore del ghiaccio non cambia molto tra estate e inverno. 3. - Per non inquinare l'ambiente cerchiamo come prima cosa di rispettarlo: quando usciamo non gettiamo mai niente per terra, cerchiamo di utilizzare i mezzi per lo stretto necessario e se facciamo sporco, per esempio nei vari shelter all'esterno della Base, lo raccogliamo e lo portiamo in Base dove verrà separato e stoccato. Per quanto riguarda i rifiuti, qui a Concordia viene fatta la raccolta differenziata: vengono raccolti e quindi separati carta, legno, alluminio, ferro, plastica, bottiglie in plastica e rifiuti organici. Una volta separati questi vengono stoccati e poi spediti con i voli aerei o con la traversa, alla Stazione italiana (Mario Zucchelli) e a quella francese (Dumont d'Urville - DdU). Arrivati alla Base italiana una parte di tali rifiuti vengono inceneriti mediante un inceneritore e una parte vengono inviati con le navi in Italia dove verranno poi smaltiti; i rifiuti che arrivano invece a DDU sono stoccati e poi spediti in Australia per il successivo smaltimento. In Antartide non deve rimanere niente perché tutto ciò che viene lasciato si conserva negli anni!!!!! 4. - Io mi trovo nella Stazione italo-francese di “Concordia” situata a circa 3.300 m di altitudine, sul plateau della calotta polare dell'Antartide Orientale. Il paesaggio qua è piuttosto monotono anche se allo stesso tempo affascinante e a volte ci regala dei colori veramente molto belli e unici!!! Noi siamo distanti circa 1.200 km dalla costa e siamo circondati da ghiaccio e non c'è altro per moltissimi km in tutte le direzioni: l'aspetto del territorio che mi circonda è quindi quello di un'immensa distesa di ghiaccio, un deserto infinito di ghiaccio interrotto solamente dalla presenza della nostra base e dei vari laboratori e container esterni.
15/05/06 - Risponde ai ragazzi della SM Gozzano Il GdL ICEBERG chiede:
1. - Ciao ragazzi, io sono un chimico analitico e mi trovo qua a Concordia, Stazione italo-francese situata sul plateau Antartico, per il progetto di glaciologia e per svolgere diverse collaborazioni scientifiche con altri gruppi di ricerca italiani e francesi. Il mio compito principale è quello di studiare tutte quelle interazioni che avvengono all'interfaccia atmosfera-neve e neve-atmosfera in modo da poter comprendere al meglio i dati racchiusi nelle carote di ghiaccio per una più attendibile ricostruzione delle Paleo-atmosfere e del Paleo-clima, ovvero risalire in modo analitico alla storia climatica della Terra. Per fare questo esco 2 volte al giorno per raccogliere campioni di neve e di cristalli di ghiaccio che in seguito analizzo in laboratorio e prelevare campioni di aerosol atmosferico mediante diversi tipi di campionatori. Come obiettivi ci proponiamo di raccogliere e analizzare il maggior numero possibile di campioni in modo da aver una quantità di dati significativamente importante per poter fare dei bilanci, poter dare delle risposte attendibili e dare un contributo alla ricostruzione del Paleoclima e ci proponiamo anche che il nostro progetto possa essere duraturo e continuo nel tempo. 2. - Credo che sia ancora un po' troppo presto per dare questo tipo di risposta anche perché siamo solamente alla 2a Campagna invernale qua a Dome C, i dati a disposizione non sono ancora tantissimi e soprattutto sono ancora in via di studio e interpretazione. 3. - Tutto ciò che serve per poter sopravvivere per un anno qua a Concordia, quindi alimenti, medicinali, carburante, abbigliamento…. viene portato durante il periodo estivo. Vengono portati qua a Concordia attraverso voli di speciali aerei che riescono ad atterrare nel ghiaccio, i Twin Otter, e attraverso la “traversa”, dalle Basi italiana “Mario Zucchelli” e francese di DdU che si trovano sulla costa; tutto questo materiale arriva alle Basi italiana e francese attraverso le navi. La “traversa” è una carovana di mezzi quali gatti e Caterpillar che parte dalla Base francese di Dumont d'Urville (DdU) e trasporta appunto carburante, viveri e altri generi: durante il periodo estivo la traversa fa 3 viaggi dalla Base francese a Concordia. I rifiuti vengono da noi stoccati in appositi container posti al di fuori della Base stando molto attenti alla raccolta differenziata, quindi separiamo vetro, carta, rifiuti organici, legno, metallo in modo da facilitare poi il trasporto e il successivo smaltimento. I rifiuti vengono poi portati alla Base italiana e alla Base francese: nella Stazione italiana una parte dei rifiuti viene incenerita e il resto spedito in Italia per lo smaltimento perché qua in Antartide non deve rimanere niente di spazzatura!!!! Una volta che i rifiuti arrivano invece alla Base francese di DdU, questi vengono poi spediti per lo smaltimento in Australia. Per quanto riguarda come otteniamo l'acqua potabile guardate questo documento in pdf che vi allego. 4. - I problemi sono di diverso tipo, problemi legati all'isolamento geografico, all'isolamento umano, problemi legati alle difficili condizioni climatiche, alla difficoltà nel vivere con solo 10 persone all'inizio sconosciute e soprattutto appartenenti a due Paesi così vicini, Italia e Francia, ma così profondamente diversi!! Non è stato e non è tuttora facile vivere così lontano dalla mia famiglia, dagli amici, dagli affetti e rinunciare alla vita che ognuno di noi ha nel mondo “normale”, così come non è facile abituarsi a queste drastiche condizioni ambientali caratterizzate da sei mesi di giorno e sei mesi (o quasi) di notte, oltre che da bassissime temperature, da forti e freddi venti e dalla mancanza di alcun panorama se non questa immensa distesa di ghiaccio. Comunque tutto questo viene superato pensando all'importanza della nostra attività, dai rapporti umani vicini e lontani e anche pensando che alla fine un anno passa velocemente!! 5. - Sono venuto in Antartide perché credo che sia un'esperienza molto importante da un punto di vista scientifico, professionale e personale. Ho voluto mettermi alla prova e vedere come mi sarei comportato in queste condizioni così particolari e difficili, una sorta di sfida personale al luogo più affascinante, misterioso e più inospitale della Terra. |
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