R. Dicasillati |
risponde ai ragazzi della SM Brentonico
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R. Dicasillati
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risponde ai ragazzi della SM Anna Frank
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R. Dicasillati
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11/12/05 - Risponde ai ragazzi della SM Brentonico Il GdL ALBATROS chiede:
1. - La vita nelle Basi Antartiche generalmente è cadenzata da degli orari il più regolari possibile per la sveglia, i pasti e le ore di riposo. Questo è importante specie in un ambiente in cui durante l'estate è sempre giorno e durante l'inverno è sempre notte. Tutto poi dipende dalle attività specifiche di ciascuno. Un glaciologo, per esempio, che deve uscire a prelevare campioni di neve e ghiaccio, si recherà con la regolarità dovuta al suo studio, nei suoi siti di campionamento. Gli astronomi, alle nostre latitudini, normalmente lavorano di notte. Qui hanno a disposizione una notte che dura mesi! Il personale tecnico è quello che può seguire orari di lavoro regolari. Nel tempo libero si può leggere, guardare qualche videocassetta o DVD, nella saletta video o ascoltare musica. Abbiamo anche una piccola, ma attrezzata, sala fitness. Si può anche uscire a fare delle passeggiate, ma, specialmente qui a Dome C durante l'inverno, lo si deve fare in coppia, non ci si deve allontanare troppo e ci si deve portare appresso una radio ciascuno, per mantenersi in contatto con la sala operativa. Si affronta un ambiente veramente ostile con temperature sotto i -70 °C e nell'oscurità della notte antartica. 2. - La vita in Antartide è concentrata solo sulle zone costiere e nell'Oceano Antartico. Queste zone però sono ricchissimi di forme di vita che hanno saputo adattarsi alle condizioni estreme del continente. Sulle calotte glaciali, che costituiscono il 98% della superficie dell'Antartide e in un lago ghiacciato di quelle zone particolari chiamate Dry Valleys, si sono trovate alghe e qualche microbo. Non vi sono però forme di vita superiori. Queste forme di vita hanno sviluppato un meccanismo di sopravvivenza detto anidrobiosi. E' uno stato di apparente sospensione della vita. Gli organismi sembrano morti per giorni, settimane o anche anni sino a che la temperatura sale e l'acqua torna a scongelarsi. La maggior parte delle specie vegetali si trova sulla costa occidentale della Penisola Antartica, sugli arcipelagi limitrofi e su alcune isole a Nord della convergenza, ovvero nelle zone meno rigide, dove sono state ritrovate 2 specie di piante superiori (Fanerogame Angiosperme). Nelle zone deglaciate e costiere sono state finora identificate: alghe terrestri e di acqua dolce, licheni, muschi, funghi ed erbe epatiche. L'unica fauna terrestre, non dipendente dal mare, è quella degli invertebrati. Come per i vegetali antartici, anche tra gli invertebrati sono pochissime le specie indigene sopravvissute alle ultime glaciazioni. La caratteristica comune è quella di essere stati dispersi e tenuti isolati, anche milioni di anni, dal ghiaccio. Il numero delle specie classificate, nelle zone deglaciate e costiere, è molto limitato: acari, collemboli e protozoi. I vertebrati che popolano le zone costiere difficilmente possono essere considerati terrestri, avendo vita prevalentemente marina. Tra essi 7 specie di foche e numerose specie di uccelli, per la maggior parte marini-migratori. Tra questi 8 specie di pinguini che, presenti in numerose colonie stanziali, densamente popolate, rappresentano il 90% della biomassa. Contrariamente all'habitat terreste quello marino è altamente popolato e produttivo. L'ecosistema è molto ricco e si sviluppa su 3 livelli: fitoplancton, zooplancton-krill, animali superiori. Questa scala biologica presenta aspetti critici nel livello intermedio in cui è presente il krill (85 tipi di piccoli crostacei), da cui dipende la sopravvivenza delle balene e, indirettamente, di molte altre specie di animali superiori. E' per questo che l'uomo deve valutare con molta attenzione i rischi legati ad un eventuale massiccio impiego alimentare del krill. Il fitoplancton (fonte primaria di cibo per il krill) è costituito da circa 200 diverse specie, la metà delle quali sono Diatomee. 3. - Le attività del PNRA sono articolate in numerosi Settori di Ricerca:
I rapporti annuali di queste attività sono disponibili in rete sui siti ufficiali del PNRA.
11/12/05 - Risponde ai ragazzi della SM Anna Frank Il GdL INVIATI SPECIALI - DESTINAZIONE ANTARTIDE chiede: Informazioni sulla vegetazione e la fauna; i loro problemi per la sopravvivenza e le loro caratteristiche. Il GdL LO ZOO DI GHIACCIO chiede: La fauna antartica; informazioni sull'ecosistema antartico. Il GdL NEL GIARDINO DEL FREDDO chiede: La flora oggi; la storia della flora antartica, i cambiamenti, i problemi. La vita in Antartide è concentrata solo sulle zone costiere e nell'Oceano Antartico. Queste zone, specialmente l'Oceano, però sono ricchissimi di forme di vita, che hanno saputo adattarsi alle condizioni estreme del continente. Sulla calotte glaciali, che costituiscono il 98% della superficie dell'Antartide e in un lago ghiacciato di quelle zone particolari chiamate Dry Valleys, si sono trovate alghe e qualche microbo. Non vi sono però forme di vita superiori. Queste forme di vita hanno sviluppato un meccanismo di sopravvivenza detto anidrobiosi. E' uno stato di apparente sospensione della vita. Gli organismi sembrano morti per giorni, settimane o anche anni, sino a che la temperatura sale e l'acqua torna a scongelarsi. La maggior parte delle specie vegetali si trova sulla costa occidentale della Penisola Antartica, sugli arcipelaghi limitrofi e su alcune isole a Nord della Convergenza, ovvero nelle zone meno rigide, dove sono state ritrovate 2 specie di piante superiori (Fanerogame Angiosperme). Nelle zone deglaciate e costiere sono state finora identificate: alghe terrestri e di acqua dolce, licheni, muschi, funghi ed erbe epatiche. L'unica fauna terrestre, non dipendente dal mare, è quella degli invertebrati. Come per i vegetali antartici, anche tra gli invertebrati sono pochissime le specie indigene sopravvissute alle ultime glaciazioni. La caratteristica comune è quella di essere stati dispersi e tenuti isolati, anche milioni di anni, dal ghiaccio. Il numero delle specie classificate, nelle zone deglaciate e costiere, è molto limitato: acari, collemboli e protozoi. I vertebrati che popolano le zone costiere difficilmente possono essere considerati terrestri, avendo vita prevalentemente marina. Tra essi 7 specie di foche e numerose specie di uccelli, per la maggior parte marini-migratori. Tra questi 8 specie di pinguini che, presenti in numerose colonie stanziali, densamente popolate, rappresentano il 90% della biomassa. Contrariamente all'habitat terreste quello marino è altamente popolato e produttivo. L'ecosistema è molto ricco e si sviluppa su 3 livelli: fitoplancton, zooplancton-krill, animali superiori. Questa scala biologica presenta aspetti critici nel livello intermedio in cui è presente il krill (85 tipi di piccoli crostacei), da cui dipende la sopravvivenza delle balene e, indirettamente, di molte altre specie di animali superiori. E' per questo che l'uomo deve valutare con molta attenzione i rischi legati ad un eventuale massiccio impiego alimentare del krill. Il fitoplancton (fonte primaria di cibo per il krill) è costituito da circa 200 diverse specie, la metà delle quali sono Diatomee. Il GdL LO ZOO DI GHIACCIO chiede:
1. - La vita in Antartide è concentrata nelle zone costiere e nell'Oceano Antartico, che è molto ricco di fauna. Lì si trova tutta la catena alimentare: fitoplancton, plancton, krill, pesci, pinguini, foche, orche e balene. Vi sono anche uccelli volanti, i pinguini sono più bravi come nuotatori, che sono principalmente gli skua, le petrelle e gli albatros. La vita ha cercato di penetrare in questo immenso continente, adattandosi a condizioni estreme. 2. - Per esempio nelle dry valleys, speciali regioni sorprendentemente non ricoperte da ghiacci nei pressi della Stazione di McMurdo, si è selezionata una specie di licheni, Buella frigida, che cresce di 1 cm ogni 1.000 anni. Alcuni invertebrati hanno "imparato" a vivere in anidrobiosi. Questo è uno stato di apparente sospensione delle attività vitali che può durare giorni, settimane o anni. Ciò serve a superare stati di secchezza o freddo estremi. La vita ritorna negli scarsi momenti di relativo disgelo. Spero che la nostra banca dati sia in possesso delle immagini che mi richiedete. Qui a Concordia non abbiamo molte immagini di animali, visto che per un raggio di circa 1.100 km non vi è alcuna forma di vita, eccetto noi. In caso non trovaste sufficiente documentazione, fatemelo sapere, che chiederemo alla Stazione costiera Mario Zucchelli a Baia terra Nova, che ora è aperta per la stagione estiva. |
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