A. Della Rovere in collaborazione con S. Schiaparelli
rispondono ai ragazzi della SM Val di Lanzo
 
A. Della Rovere in collaborazione con L. Ghigliotti
 
 

02/02/06 - Risponde ai ragazzi della SM Val di Lanzo

Il GdL I POLARETTI chiede:

  1. Che temperatura massima e minima raggiunge l'oceano?
  2. Qual è la massima profondità dell'oceano?

1. - Risponde S. Schiaparelli - Non si può parlare di "singolo" oceano...sia perchè ve sono tanti, con nomi diversi (Atlantico, Pacifico, etc.), sia perchè ognuno di essi, interessando aree a diversa latitudine, ha caratteristiche diverse. In Antartide, dove ci troviamo ora, la temperatura varia poco ed è compresa tra i -1,8 °C ed i +1-2 °C. Gli oceani più grossi (Atlantico e Pacifico) hanno temperature massime e minime che variano con la latitudine. In superficie possono facilmente superare i 30 °C, mentre non scendono mai sotto i 22 .... se si parla di zone tropicali. A latitudini maggiori (quali quelle dell'Italia per intenderci) si hanno invece temperature più basse, sia nelle massime che nelle minime....ma se avete fatto il bagno in estate e (forse) in inverno, saprete sicuramente la risposta! Bisogna inoltre tenere conto che la temperatura varia anche con la profondità ... più si scende e più si abbassa ... ma con l'eccezione delle aree polari, nelle zone abissali tropicali la temperatura in profondità non scende sotto gli 1-3 °C. In Mediterraneo, un mare molto chiuso, non scende mai sotto i 13 °C , dato che la soglia dello stretto di Gibilterra ci "protegge" dall'ingresso di acque superfredde dall'Atlantico. Come potete vedere la risposta è un po' complessa ... ma in natura poco può essere descritto con una risposta veloce e sintetica, anche se le regole che determinano tutti questi fenomeni e differenze sono estremamente semplici!

2. - Risponde S. Schiaparelli - La massima profondità dell'oceano si ha in corrispondenza delle fosse oceaniche, ovvero i punti in cui la crosta terrestre è più sottile e vicina al mantello. Ve ne sono parecchie, ognuna con caratteristiche e profondità massime diverse. Se non ricordo male la più profonda è la fossa delle Marianne, con raggiunge e supera gli 11 km di profondità.

19/12/06 - Risponde ai ragazzi della SM Val di Lanzo

Il GdL ICEBERG V chiede:

  1. Quante specie di pinguini ci sono in Antartide?
  2. Che tipi di animali si trovano sui fondali marini?
  3. Con quali strumenti studiate l'oceano?
  4. A quanti gradi arriva l'acqua?
  5. Da dove arrivano le correnti marine?
  6. Le attuali specie marine sono in via di estinzione?

1. - Risponde L. Ghigliotti - In Antartide vivono 7 delle 18 specie di pinguini esistenti. Questa bassa numerosità in termini di specie non deve però trarre in inganno, infatti sebbene siano presenti meno della metà delle specie, tuttavia la quantità di pinguini che vivono in Antartide è di gran lunga superiore a quella dei pinguini che vivono in aree temperate.

2. - Risponde L. Ghigliotti - Sui fondali del mare si possono trovare rappresentanti di ogni gruppo animale. Pur vivendo nello stesso ambiente tuttavia i diversi animali hanno stili di vita diversi tra loro. E' possibile trovare organismi che vivono fissi sul fondo come le cozze, i coralli e gli anemoni, oppure organismi molto mobili come i polpi, le sogliole o i paguri.

3. - Risponde L. Ghigliotti - Dipende da ciò che si vuole studiare. Per esempio per studiare gli organismi bisogna adoperare attrezzi quali le benne che servono a prelevare volumi noti di fondo marino molle dal quale poi, attraverso dei setacci, vengono estratti gli animali. Invece per studiare le caratteristiche chimiche e fisiche del mare si utilizzano delle sonde che registrano proprietà come la temperatura, la salinità, l'ossigeno disciolto, il pH, ecc... Lo studio parallelo degli organismi e delle proprietà fisiche dell'ambiente in cui vivono consente di capire l'ecologia dell'oceano.

4. - Risponde L. Ghigliotti - L'acqua marina che circonda il continente antartico si aggira attorno a -1,7 °C.

5. - Risponde L. Ghigliotti - Le correnti marine sono generate da spostamenti di masse d'acqua che differiscono tra loro per temperatura e densità. Le acque calde e leggere tendono a rimanere in superficie mentre le acque fredde, più pesanti, scendono verso il fondo. Inoltre anche le circolazioni dei venti a livello planetario hanno un ruolo importante nel generare le correnti oceaniche.

6. - Risponde L. Ghigliotti - L'estinzione è un processo di per se naturale. Le attività umane, però, possono accelerarlo ed amplificarlo. Esistono specie più vulnerabili di altre per cui, sebbene non sia corretto affermare che tutte le specie sono a rischio di estinzione, è sicuramente vero che alcune sono in grave pericolo. Tra queste anche animali come gli squali che, a causa della loro cattiva fama, non vengono adeguatamente protetti dalla pesca spregiudicata dei pescatori sportivi. Gli squali sono predatori all'apice delle reti trofiche marine. Come tutte le specie predatrici sono pertanto molto vulnerabili a vari tipi di disturbo quali: sottrazione di habitat, inquinamento, riduzione delle prede, ecc... Altre specie marine in pericolo sono i coralli, sia perchè danneggiati dalle attività di pesca per la produzione di gioielli, sia per i cambiamenti climatici a livello globale che, modificando la temperatura media dell'acqua, sta compromettendo la stabilità delle grandi barriere coralline tropicali.

Il GdL I POLARETTI chiede: Quali forme di vita sono presenti nell'oceano?

Risponde L. Ghigliotti - L'oceano è ricchissimo di forme di vita, dalle più elementari come batteri o alghe unicellulari alle più complesse come i pesci o i mammiferi marini. In generale, a seconda del loro stile di vita gli organismi che popolano le acque si dividono in plancton, benthos e necton. Il plancton comprende organismi, sia animali che vegetali, che vivono sospesi nell'acqua. Ad esempio il krill, i piccoli gamberetti di cui si nutrono le balene, fa parte del plancton. Benthos è invece l'insieme degli organismi che vivono in stretto contatto con il fondo marino. Anche in questa categoria rientrano sia vegetali (come le alghe che ricoprono gli scogli) che animali. Tra gli animali bentonici alcuni vivono fissi al substrato (spugne, coralli, anemoni, ecc.) altri invece sono in grado di muoversi sul fondo (aragoste, ragni di mare, pesci come gli scorfani, ecc.). L'ultimo grande gruppo di organismi che abita il mare è il necton: si tratta esclusivamente animali che si distinguono dagli altri per l'ottima capacità di nuoto. Del necton fanno parte alcuni pesci (i tonni per esempio) ed i cetacei (balene, delfini, ecc.).

Anche qua nell'Oceano Meridionale che circonda il continente antartico è possibile individuare organismi appartenenti a tutte e tre le categorie di cui si è parlato. Sicuramente uno degli aspetti più interessanti delle ricerche condotte in antartide è capire come queste forme di vita, che sono presenti anche in altri mari, possano vivere in condizioni così estreme (la temperatura dell'acqua si aggira attorno ai -2 °C ).