Aereo Hercules
Anche quest'anno, come oramai avviene dal 2001, il Consorzio PNRA S.C.r.l. ha noleggiato l'Hercules L-100/30 della compagnia privata SAFAIR, che, partendo dall'aeroporto di Johannesburg (Sud Africa) raggiungerà Christchurch (CHCH - Nuova Zelanda) intorno al 20 ottobre 2005 per eseguire i previsti voli di collegamento tra la Nuova Zelanda e l'Antartide.
L'utilizzo di un aereo di una compagnia privata (SAFAIR) si rese necessario, quando l'Aeronautica Militare Italiana non fu più in grado di garantirci l'utilizzo di un proprio Hercules a causa dei continui impegni in operazioni aeree in Medio ed Estremo Oriente.
L'Hercules L-100/30 ha come base operativa, oramai da diversi anni, l'aeroporto di CHCH, dal quale imbarca tutto il personale tecnico e scientifico destinato alla Stazione Mario Zucchelli (1° e 2° periodo) e alla Stazione Concordia, nonché tutto il materiale necessario per lo svolgimento delle diverse attività che si dovranno svolgere nelle 2 diverse Stazioni.
E' importante sottolineare che l'utilizzo dell'aereo, quello delle FF.AA. prima e quello della SAFAIR dopo, ha permesso di anticipare di circa 1 ½ mese (inizio metà ottobre) le attività nel territorio antartico e di raddoppiare il numero dei ricercatori che partecipano ogni anno alla Spedizione. Non bisogna però dimenticare che l'impiego dell'aereo ad ottobre, quando le temperature sono ancora molto rigide, presenta molteplici problematiche.
L'aereo, per questa XXI Spedizione, farà 12 voli, generalmente dal 22 ottobre al 3 dicembre 2005; oltre tale data le condizioni climatiche, l'aumento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacci, non garantiranno più la resistenza meccanica necessaria per sopportare l'atterraggio del velivolo che pesa circa 75 t. A MZS infatti la pista, dove atterra l'Hercules, è realizzata su ghiaccio marino ed ha uno spessore di circa 2 ½ m.
Quando l'Hercules arriva, per la prima volta, a MZS la Sala Operativa comunica al pilota le coordinate necessarie per effettuare l'atterraggio in sicurezza. Ad eliche ferme, i tecnici addetti si accalcano intorno al velivolo e, secondo i piani di operazione stabiliti, con gesti precisi lo scaricano, lo riforniscono e lo preparano per il successivo decollo.
Per eseguire queste operazioni una schiera di mezzi colorati, di diverse misure e con diverse funzionalità (antincendio, autocisterna per il rifornimento di carburante, mezzi per lo scarico e il trasporto delle merci, mezzi per il trasporto dei passeggeri e per l'assistenza al velivolo) si avvicendano intorno all'aereo.
Bisogna considerare che l'assistenza a terra ad un velivolo così grande è una cosa complessa e alla MZS viene svolta dalle poche persone presenti nella Stazione. Nessuno di loro è un esperto del settore aeroportuale, sono infatti l'elettricista, l'idraulico, il magazziniere, le guide alpine ed altri come loro che al momento dell'arrivo del velivolo fermano tutte le attività e, come da programmazione, prendono il loro posto in pista.
Per gli abitanti della Stazione ogni volo rappresenta l'unico contatto con il mondo esterno, infatti ogni volta che arriva oltre al personale porta molto spesso i rifornimenti freschi (frutta e verdura) e la posta ordinaria.
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