Dott. Roberto Palozzi
Progetto NSF B-024-M , Smithsonian Institution
Capital expenditure and lactation energetics in Weddell seals (Leptonychotes weddellii)
McMurdo Station, 17 Dicembre 2007
Ora che i cuccioli sono piuttosto grandi e non hanno più problemi nell'entrare e soprattutto nell'uscire dall'acqua (una delle maggiori cause di mortalità infantile delle foche di Weddell è rappresentata, infatti, proprio dall'incapacità dei cuccioli, alla prese con le prime immersioni, di riuscire a tornare sul ghiaccio), le mamme cominciano a lasciarli soli sempre più frequentemente. Hanno bisogno di scendere in profondità, fino a 300, 400 a volte 500 metri, per catturare i merluzzi antartici e gli altri pesci e invertebrati di cui si nutrono. Non mangiano da quasi due mesi e hanno metabolizzato la gran parte delle loro riserve corporee per produrre il latte da dare ai piccoli.
Hanno perso oltre la metà del loro peso di inizio stagione e al posto di pance gonfie fino all`inverosimile ci sono ora stomaci incavati che lasciano intravedere le ossa sottostanti.
Hanno veramente bisogno di tornare a foraggiare (è il termine che gli zoologi utilizzano per indicare le attività legate all`alimentazione).
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Tutte queste informazioni le abbiamo dai TDR (Time Depth Recorder), piccoli computer in grado di registrare la profondità, la temperatura, il tempo e altri parametri di ogni singola immersione. Li abbiamo incollati con una resina atossica sul dorso delle foche che stiamo studiando e un micro sensore sensibile all’acqua li attiva ogni volta che si bagnano.
Ai cuccioli, invece, proprio non piace aspettare le mamme nuotando ed è divertente vederli infilare la faccia in acqua dal bordo dei buchi sul ghiaccio, nell`ansiosa attesa di vederle riapparire dagli abissi.
Anche i maschi adulti lo fanno ma con finalità decisamente diverse.
Sotto il ghiaccio, infatti, si stanno combattendo delle vere e proprie battaglie a colpi di morsi: il momento in cui le femmine torneranno pronte per l'accoppiamento è molto vicino e dunque i maschi che controlleranno l`accesso alle aperture nel ghiaccio maggiormente frequentate avranno la certezza di trasferire il loro patrimonio genetico alla prossima generazione.
Per far questo, i maschi dominanti non possono rilassarsi nemmeno quando, sanguinanti per le ferite riportate, tornano sul ghiaccio a riposare e sono costretti a monitorare in continuazione che nessun rivale attraversi il loro territorio subacqueo. Quando ciò accade, scivolano immediatamente in acqua e da sopra il ghiaccio si odono distintamente le loro vocalizzazioni di minaccia e aggressività. Sono indescrivibili. Quasi uscite da un sintetizzatore musicale! Alcune sono fischi, altre trilli, altre ancora colpi profondi come i bassi delle canzoni dance in discoteca.
I maschi sconfitti escono dall`acqua e si allontanano dal foro di accesso. E` facile trovarli perchè basta seguire la lunga scia di sangue che si origina dalle aperture nel ghiaccio.
Ogni notte, quando mi addormento nel mio sacco a pelo nella tenda e poggio la testa sul pack, nonostante questo sia spesso quasi 7 metri, sento le foche “parlarsi” in acqua.
E` una delle cose più emozionanti.

