a cura di M. Maggiore
La Stazione Concordia si trova sul plateau antartico nel sito denominato Dome C (75°06' Sud e 123°23' Est) ad un’altezza di circa 3.233 m ed a circa 1.200 km dalla Stazione Mario Zucchelli a Baia Terra Nova e a 1.100 km dalla Base francese di Dumont d’Urville.
Con un accordo internazionale siglato nel 1993 tra l’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), oggi PNRA S.C.r.l., e l’Istituto Polare Francese Paul Emile Victor (IPEV) è stata costruita la Stazione Concordia che ha avuto la sua prima apertura invernale durante la XX Spedizione (8 febbraio – 8 novembre 2005).
Le necessarie attività, sia per il definitivo completamento della costruzione che per la manutenzione ordinaria, sono possibili grazie alla presenza di un Campo di montaggio, composto da un insieme di alloggi e locali in container e tende speciali. L'area totale è di circa 1.500 mq e fornisce l'alloggio e gli ambienti di lavoro ad una piccola comunità internazionale.
Attivita' estiva ed invernale
La Stazione Concordia può ospitare fino ad un massimo di 32 persone nella stagione estiva (novembre – febbraio) e 16 persone in quella invernale (febbraio – novembre).
Il numero dei ricercatori e tecnici italiani effettivamente presenti è determinato sulla base delle indicazione dello Steering Committee del Progetto Concordia che ogni anno si riunisce nel mese di luglio.
Lo scopo principale della Stazione Concordia è quello di fornire alla comunità scientifica internazionale il supporto atto a sviluppare la ricerca nei molti campi che coinvolgono il continente, come l’astronomia, l’astrofisica, la sismologia, la fisica dell’atmosfera e la climatologia, nonché le ricerche di biologia e medicina volte a comprendere i meccanismi di adattamento dell’uomo alle condizioni ostili.
Durante la stagione estiva saranno sviluppate le attività relative ai seguenti Settori di Ricerca (SdR): Geodesia ed osservatori (SdR 2), Geofisica (SdR 3), Glaciologia (SdR 5), Fisica e chimica dell’atmosfera (SdR 6) e Relazioni Sole-Terra ed astrofisica (SdR 7); in quella invernale si svolgeranno attività riguardanti il Geomagnetismo e la Sismologia, l’Astrofisica, la Fisica dell’Atmosfera e la Glaciologia.
Le infrastrutture
La Stazione è costituita da 2 edifici cilindrici uniti da un passaggio coperto; ogni cilindro ha un diametro di 18,5 m ed un’altezza di 11 m su 3 piani, ciascuno di 250 mq. L’altezza totale dal suolo (ossia dal ghiaccio) supera i 14 m, perché ogni struttura (200 t in totale) è sostenuta da 6 grandi piedi di ferro che possono “sollevarsi” ed evitare in tal modo lo sprofondamento nella neve.
Gli edifici sono denominati "Calmo" e "Rumoroso" in funzione alla destinazione d’uso che è stata data ai diversi ambienti. Nel Calmo troviamo al 1°piano gli uffici e l’infermeria, nel 2° piano è distribuita tutta la zona notte e nel 3° piano sono stati installati i diversi laboratori. Per quanto riguarda l’edificio Rumoroso, al 1° piano troviamo le officine e una piccola parte di uffici, nel 2° piano i magazzini ed un’area per il tempo libero; nel 3° piano la mensa, la cucina ed un’altra piccola area per il tempo libero.
La produzione dell’acqua per la Stazione è ottenuta in parte dallo scioglimento della neve ed in parte dal riciclaggio delle acque reflue (trattate con un impianto ad osmosi inversa realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea – ESA). L'energia elettrica è prodotta da 3 generatori diesel da 180 kVA, installati nella centrale elettrica. Ciascuno è in grado di soddisfare la necessità elettrica dell’intera stazione. le comunicazioni a grande distanza (voce e dati) avvengono per mezzo di terminali Inmarsat, Standard B, Inmarsat Fleet 77, Iridium fissi e portatili e radio HF.
Perche' il sito di Dome C?
La scelta del sito per la costruzione di questa Stazione è stata determinata principalmente da alcuni fattori climatici, quali ad esempio la temperatura (media -50,8 °C, minima -84,4 °C), la velocità del vento (3-20 m/sec), la pressione dell’aria (645 hPa), le precipitazioni nevose (2-10 cm/anno), che avrebbero potuto favorire alcuni importanti ricerche scientifiche. Infatti lo scopo principale della Stazione Concordia è quello di fornire alla comunità scientifica internazionale il supporto atto a sviluppare la ricerca nei molti campi che coinvolgono il continente, come l’astronomia, l’astrofisica, la sismologia, la fisica dell'atmosfera e la climatologia, nonché le ricerche di biologia e medicina volte a comprendere i meccanismi di adattamento dell’uomo alle condizioni ostili.
Il sito di Dome C si trova, infatti, su un punto in cui la calotta polare di ghiaccio raggiunge i 3.300 m, offrendo ai glaciologi incredibili opportunità per studi di paleoclimatologia. Basti pensare al progetto europeo EPICA che ha già ottenuto un grande riconoscimento internazionale grazie alla carota di ghiaccio lunga 3.270,2 m con la quale, dopo accurati studi, sarà possibile risalire ai dati climatici di circa 900.000 anni fa.
Inoltre, grazie all’elevata altitudine e alle caratteristiche dell'atmosfera (bassa temperatura ed umidità, precipitazioni ridottissime, scarsa turbolenza), gli studi di osservazione astronomica e cosmologia trovano nel sito di Dome C le condizioni ideali. Il sito di Dome C si trova anche all'interno del vortice polare che regola la circolazione stratosferica in Antartide ed è luogo ideale per lo studio del "buco dell'ozono".
Molto distante dalle altre stazioni antartiche e dalle perturbazioni marine, la sua posizione favorisce l'istallazione di osservatori geofisici per colmare un'ampia lacuna nelle grandi reti di osservatori del globo terrestre. Infine, date sia la posizione remota del luogo che le basse temperature e l’alta quota sul livello del mare, il sito di Dome C offre condizioni ambientali estreme per l’uomo, adatte quindi allo studio del comportamento umano in un ambiente ristretto ed estremo, condizioni simili a quelle che si ritrovano nei voli spaziali o sulle stazioni orbitanti.
