08/01/10 Angelo Domesi risponde ai quesiti dei ragazzi della Scuola Media "Sinopoli"

=============================================================================

GRUPPO: Classe IIIA

Quando era bambino sognava di diventare uno studioso e di viaggiare alla scoperta di nuovi territori così come è diventato?

Quando ero bambino mi ricordo che chiesi a mia madre di comprarmi una maschera da sub alla Standa, il supermercato che avevamo di fronte a casa. Si stava avvicinando la stagione estiva e mi allenavo a trattenere il respiro riempiendo d’acqua il lavandino del bagno. E poi quando riuscivamo ad andare al mare… era tutto un mondo da scoprire! .... No! Non avrei mai immaginato che il mio spirito di avventura mi portasse fino in questo luogo. I mie studi nel campo delle telecomunicazioni sono stati fondamentali per il raggiungimento di questo obiettivo, ma vi è anche una buona dose di fortuna. Il fatto di lavorare al CNR è stato fondamentale: infatti, è tramite questo ente che sono riuscito ad offrire le mie capacità lavorative per il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.

Dicono che fare un viaggio sulla luna e un viaggio in Antartide è simile. Secondo lei è vero?

Non è proprio la stessa cosa! Ci sono delle situazioni che per certi aspetti possono considerarsi analoghe, come per esempio la vita nella Stazione Concordia.
Vestirsi per uscire e restare fuori per una intera giornata a -40 °C comporta un certo impegno sia fisico che mentale, forse come quello di indossare una tuta spaziale, considerando anche il fatto che ci troviamo a 3.500 m di altitudine, e quindi con una percentuale di ossigeno minore rispetto a quella del livello del mare. Ogni anno, prima della partenza, il personale deve effettuare delle visite mediche molto accurate presso il Centro Diagnostico dell’Aereonautica Militare, per verificare se sussistono le condizioni fisiche per poter affrontare un ambiente ostile come quello antartico. C’è una cosa che chi sta in Antartide non può fare rispetto chi sta dentro un’astronave: tornare indietro!

Se si orbita intorno alla terra e si ha un’avaria alla navicella si può annullare la missione e rientrare sulla terra, mentre chi decide di rimanere in Antartide nel periodo invernale non ha nessuna possibilità di rientro. Le temperature durante l’inverno sono così basse (anche -80 °C) che è praticamente impossibile il recupero di personale con qualsiasi mezzo. Di fatto la Stazione Concordia è equipaggiata per permettere la sopravvivenza del personale nelle condizioni più avverse, con tutti sistemi ridondanti, un medico ed un piccolo ospedale che deve provvedere, durante il periodo invernale, a qualsiasi emergenza medica.

Ci può descrivere cosa si prova la prima volta che si mette piede in Antartide?

E’ una esperienza unica! Atterrare sulla banchisa polare con il C130, raggiungere con l’elicottero le colonie di pinguini, volare sopra dei ghiacciai dove è possibile ammirare le diverse sfumature di colore che l’acqua ha creato…. è alquanto difficile spiegare che cosa si prova. Il mio pensiero è stato quello di grande meraviglia di come la natura sia stata capace di creare un ambiente come questo, e di come il suo equilibrio sia molto delicato.

Ci vuole molto coraggio ad affrontare questo viaggio? E cosa l’ha portato a questa scelta?

Non penso di essere più coraggioso di qualsiasi altra persona, credo che chi corre con la moto in pista a 300 Km l’ora sia molto più coraggioso di me! Ognuno di noi ha una propria misura del pericolo ed in base a quella fa le proprie scelte. Per me la scelta di andare in Antartide è sicuramente dovuta alla voglia di vedere luoghi nuovi ed inesplorati che difficilmente sono raggiungibili da chiunque, ma anche quella di dare il mio piccolo contributo alla ricerca scientifica per lo studio e la salvaguardia del nostro pianeta.

Da cosa deriva il nome Antartide?

Gli antichi per individuare il nord seguivano la stella polare che è la prima stella della costellazione dell’Orsa Minore. Quindi il nord era individuato dall’Orsa (in greco Arktos). La posizione antipolare rispetto all’Orsa fu indicata quindi come Anti-Arktos; da qua il nome di Antartide.

In Antartide ci sono problemi di inquinamento? E cosa ne sarà dell’Antartide con l’effetto serra?

Quasi tutti i progetti di ricerca in Antartide sono orientati allo studio di quello che l’inquinamento ha provocato e sta provocando sul nostro pianeta. Il progetto EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica) realizzato a Dome C dove è attualmente stata costruita la Stazione Concordia è stato il programma pilota per la verifica di questi processi. Il prelievo di carote di ghiaccio alla profondità di più di 3.000 m ha consentito di verificare quali sono state le ere climatiche del sulla terra fino a quasi 800 mila anni fa.
L’effetto serra è forse il fenomeno di inquinamento più preoccupante per quello che riguarda il riscaldamento globale. L’aumento della temperatura previsto per i prossimi 100 anni sarà da 1 °C a 5 °C e potrà causare gravi disordini come: la diminuzione dei raccolti, la diminuzione delle piante dalle quali dipendono gli animali, l’aumento del livello dei mari a seguito dello scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari che ridurrebbero notevolmente le aree abitabili della terra.

Quali sono i sentimenti di chi vive in prima persona questa esperienza?

Per quello che mi riguarda, posso dire che il sentimento prevalente è quello di poter dare il proprio contributo al fine di un bene comune, come la salvaguardia delle generazioni future. Venendo in Antartide ho imparato quali possono essere i comportamenti in grado di aiutare la salvaguardia del nostro pianeta. Tenere il condizionatore ad una temperatura moderata, effettuare la raccolta differenziata, diminuire i consumi di energia sono tutte piccole azioni che possono fare la differenza.

=============================================================================

GRUPPO: Classe IA

Perché proprio in Antartide bisogna fare delle ricerche e non in altre parti?

Ci sono diversi motivi per i quali molte nazioni effettuano le loro attività di ricerca in Antartide. La principale è sicuramente quella che questo continente è rimasto inesplorato fino ai primi del 900 e da circa 15 milioni di anni contribuisce in modo essenziale al bilancio termico della terra. Di particolare interesse sono le perforazioni del ghiaccio perché negli strati a diversa profondità si trovano intrappolati campioni delle antiche atmosfere terrestri. Dall’esame di questi campioni è possibile ricostruire le condizioni climatiche di un tempo, e di come queste condizioni  siano variate nei nostri giorni a causa dell’inquinamento.
Un altro fattore molto importante è anche quello politico. Non ci dobbiamo dimenticare che l’Antartide da molti anni è protetto dal “Trattato Antartico” che lo rende una parte del pianeta non assoggettata alla sovranità di alcuno stato. Lo spirito di questo trattato è quello di favorire gli usi pacifici del continente e di assicurare la conservazione della flora, fauna e dell’ambiente nell’interesse dell’umanità. Di fatto però questo territorio rappresenta l’ultima riserva di acqua dolce e mineraria del pianeta sulla quale alcuni stati potrebbero effettuare rivendicazioni territoriali.

Quante volte si mangia al giorno?

La nostra giornata è scandita da i tre pasti fondamentali, colazione, pranzo e cena. Ci sono naturalmente le eccezioni! Nel senso che in realtà la cucina è sempre aperta e se uno vuole può mangiare quando e quanto vuole, facendo attenzione alla linea naturalmente.

Quanto è alto un pinguino? E quanto pesa?

Bella domanda! Nel punto dell’Antartide dove mi trovo è un po’ difficile vedere i pinguini. La nostra Base si trova a circa 1100 Km dal mare ed è quindi  praticamente impossibile incontrare forme di vita. Posso dirvi che li ho visti quando ho partecipato alla XX Spedizione presso la Base Italiana a Baia Terra Nova. Se non ricordo male l’altezza di un pinguino Imperatore è intorno ai 90-110 centimetri, mentre quella dei pinguini di Adelia è 40-50 centimetri. Il loro peso….  non li ho mai presi in braccio, perché sono protetti, ma credo che un Imperatore stia intorno gli 8 kg, mentre l’Adelia la metà.

Avete del tempo libero? E come lo occupate?

Il tempo libero è sempre molto poco, contrariamente a quello che si pensa anche con temperature molto basse riusciamo a stare fuori per quasi tutta la giornata.
Ci sono anche dei momenti, come la sera dopo cena, che stanchi dopo la lunga giornata ci sediamo intorno ad un tavolo per fare due chiacchiere o una partita a carte. Quest’anno va molto di moda il tavolo del calcetto.

Quante basi scientifiche ci sono in Antartide?

E’ un po’ difficile dire quante basi ci sono in Antartide, considerando il fatto che molte stazioni scientifiche una volta concluso il loro periodo di attività vengono chiuse e poi possono rientrare in servizio dopo diversi anni. I costi che deve sostenere una nazione per tenere aperta una base scientifica sono estremamente alti, ed in questo periodo di crisi che coinvolge quasi tutti i paesi del mondo anche le attività scientifiche sono ridotte. La base italiana a Baia Terra Nova, a causa della riduzione dei finanziamenti da parte del governo italiano, ha di molto ridotto il periodo di attività scientifica, fino a quasi interromperlo. I dati ufficiali parlano di circa 80 stazioni, con una presenza di personale che varia in base ai periodi. In quello estivo circa 8.000 persone, ed in quello invernale intorno alle 1000 persone.

Un saluto

Angelo