Progetto

progetto: PNRA16_00056

   
acronimo
responsabile PAOLOA CIANFARRA
ente di appartenenza UNIVERSITà ROMA TRE
descrizione
Il paesaggio sotto la calotta polare presenta rilievi montuosi e depressioni legati alla presenza di diversi domini geodinamici quali la Terra Vittoria-Mare di Ross, le Transantarctic Mts, la depressione del Wilkes Basin, il rilievo montuoso delle Gamburtesev, l’East Antarctic Rift System e la fascia transpressiva tra questi ultimi, caratterizzata dalla concentrazione di laghi subglaciali. Ad oggi tuttavia non è ancora disponibile un modello a grande scala che colleghi questi domini e che permetta di comprendere i rapporti tra la calotta polare dell’Antartide Orientale (EAIS), l’evoluzione Cenozoica e gli elementi tettonici ereditati. Le strutture ereditate, assieme a quelle attive in tempi più recenti, esercitano un’influenza nella morfologia del basamento roccioso, nella distribuzione dei bacini sedimentari e nel flusso di calore geotermico (GHF), ancora poco conosciuto in Antartide Orientale. Questi fattori controllano l’idrologia subglaciale che, a sua volta, influenza la dinamica della calotta polare. Il progetto prevede il miglioramento della comprensione dell’architettura crostale del cratone est-antartico (EAC) nel settore compreso tra i meridiani 60°E e 180°E attraverso la definizione dei rapporti tra i principali domini geodinamici riconosciuti. I nuovi dati disponibili permettono di individuare aree chiave in cui concentrare gli studi per la comprensione dei rapporti tra questi domini. I risultati permetteranno la messa a punto di un più affidabile modello della geodinamica dell’ EAC che costituirà un ulteriore vincolo alla modellazione della dinamica glaciale. I bacini sedimentari e il GHF esercitano un controllo sull’idrologia subglaciale e la presenza di corpi d’acqua può modificare localmente lo scorrimento del ghiaccio e la conseguente diffusione del calore per convezione. L’esistenza di laghi subglaciali a profondità differenti anche di 1500 m suggerisce una forte variabilità regionale del GHF nel cratone. L’identificazione del segnale RES relativo alla presenza di zone umide o con acqua presenta ancora problematiche la cui soluzione costituisce uno degli obiettivi del progetto. Le attività del primo anno del progetto prevedono il riesame dei dati RES disponibili con nuovi approcci in zone dove precedenti studi hanno evidenziato l’esistenza di un sistema idrologico subglaciale (Dome C, Wilkes Basin). Lo studio verrà svolto con l’analisi dei dati geofisici disponibili, incluse le interpretazioni morfotettoniche come già effettuato per altre depressioni tettoniche, e dei lineamenti su immagini elaborate delle anomalie gravimetriche ed aeromagnetiche, di BEDMAP2 e su immagini satellite. La regione che comprende il ghiacciaio del Rennick è parte del Rennick Geodynamic Belt (RGB), margine tra la Terra Vittoria/Transantarctic Mts ed il Wilkes Basin, attiva almeno dal Paleozoico e dove indicazioni da studi GPS indicano attività tettonica attuale. La sua posizione coincide con la prosecuzione a terra della Tasman Fracture Zone dell’Oceano Meridionale. Il lavoro di terreno previsto per il secondo anno del progetto verrà concentrato sull’RGB con rilievi geologico-strutturali. Le morfologie del bedrock verranno interpretate in chiave morfotettonica e modellizzate come risultati dell’evoluzione del basamento. La loro interpretazione sarà integrata con i risultati delle analisi geologico strutturali condotte nell’ambito di precedenti progetti.