La nave OGS-Explora in navigazione per la 32ma campagna PNRA

La nave OGS-Explora è in navigazione dall’alba del 6 dicembre agli ordini del Comandante Franco Sedmak con 18 persone di equipaggio, diretta ad Hobart per la rotta del canale di Suez.

L’arrivo ad Hobart, dove sarà imbarcato il personale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), è previsto per il 13 gennaio 2017.

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In Antartide la ricerca del ghiaccio più antico del pianeta

Progetto europeo triennale da 2,2 milioni di euro Roma, 14 nov. (askanews) – Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’ obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’ istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi). L’ Italia partecipa nell’ ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), finanziato dal Ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca (Miur), ed è presente nel consorzio con l’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’ energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’ Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. E’ questo l’ obiettivo di “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI). Per dare l’ idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’ atmosfera del passato. “Quello che ancora non siamo riusciti a comprendere è perché cambiò il ciclo dei periodi glaciali e interglaciali tra 900mila e 1,2 milioni di anni fa”, spiega Carlo Barbante, professore all’ Università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’ Idpa-Cnr. Prima della cosiddetta transizione di metà Pleistocene, i periodi glaciali e interglaciali si alternavano all’ incirca ogni 40mila anni. Da allora invece ogni periodo è durato circa 100mila anni. Questa conoscenza deriva per esempio dall’ analisi di campioni di sedimenti, i quali però sono privi di informazioni sui gas presenti nell’ atmosfera. “Non possiamo indagare il ruolo dei gas ad effetto serra, perché non abbiamo campioni adeguati per farlo, in quanto gli unici archivi geologici che contengono la composizione chimica dell’ atmosfera sono le carote di ghiaccio”, afferma Barbara Stenni, professoressa all’ Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto BE-OI nasce proprio per colmare questa lacuna, con analisi geofisiche, tecnologie di perforazione rapida e datazione del ghiaccio sul campo. Inoltre, le tecnologie di perforazione saranno ulteriormente sviluppate e testate. Il primo lavoro sul campo partirà a breve: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (Enea) e i geofisici Stefano Urbini (Ingv) e Luca Vittuari (Università di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, analizzeranno lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra. Lo spessore della calotta glaciale è solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perché a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l’ accumulo di neve e i flussi del ghiaccio dal cuore dell’ Antartide verso la costa.

Dove si svolge la ricerca del ghiaccio più antico.

Concordia: concluso il “winter-over”, il via ad una nuova campagna estiva (novembre-febbraio)

Martedì 8 novembre alle ore 15:55 (Dome C time, 08:55 ora italiana) è atterato presso la Stazione italo-francese Concordia (nel sito di Dome C, a 3.300 m di altitudine sul plateau antartico), un bimotore DC3, che ha trasportato un primo gruppo di tecnici italiani e francesi che daranno il cambio alla piccola squadra di dodici persone, rimasta per nove lunghi mesi  in completo isolamento, periodo nel quale a Dome C si registrano temperature tra le più basse del pianeta, perfino inferiori a -80°C.

La campagna estiva a Concordia, durerà fino ai primi di febbraio ed ha come obiettivo portare avanti diversi progetti di ricerca che vanno dagli studi sull’Antartide come motore del clima e sistema di raffredamento del nostro pianeta,  sull’adattaemnto umano in ambiente estremo, sull’osservazione dello spazio ed altri studi.

Nella foto il gruppo di apertura partito dalla base italiana di MZS.

Apertura Campagna estiva a Concordia

ISTITUITA IN ANTARTIDE L’AREA MARINA PROTETTA DEL MARE DI ROSS

Hobart, 28 ottobre e 2016.

La più grande area marina protetta del mondo è stata istituita oggi dalla Commissione per le Risorse Viventi Marine dell’Antartide (CCAMLR) in occasione della sua XXXV riunione annuale. La commissione, composta dalle delegazioni di 25 Governi, tra cui l’Italia, ha raggiunto questo storico risultato a 6 anni di distanza dalla proposta di istituzione dell’area stessa formulata da Nuova Zelanda e Stati Uniti.

La regione, che ha un’estensione di oltre 1,5 milioni di km2, è una delle aree oceaniche più incontaminate del mondo e rappresenta un delicato e complesso ecosistema che il CCAMLR ha deciso di conservare e di dedicare alla ricerca scientifica.

La Stazione Italiana “Mario Zucchelli” si trova in una posizione centrale e strategica nel Mare di Ross per le numerose attività di ricerca e monitoraggio ivi tuttora in corso, anche grazie ad una lunga tradizione di ricerca e di proficue collaborazioni sul piano scientifico e logistico nella Regione del Mare di Ross nell’ambito del suo Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

L’Italia è pertanto desiderosa di partecipare attivamente al Piano di Ricerca e Monitoraggio della nuova Area Marina Protetta, con l’impegno a cooperare con tutti i Paesi interessati e con lo spirito di preservare questa importante area incontaminata del Pianeta nell’interesse delle nuove generazioni.

La delegazione italiana era composta dai consiglieri Anna Maria Fioretti (CNR), Paolo Nicolai (ENEA), Marino Vacchi (Università dedli Studi di Genova), guidata da Eugenio Sgrò, Consigliere d’Ambasciata e coordinatore per la partecipazione dell’Italia ai programmi multilaterali riguardanti l’Antartide (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Altre fonti:

ANTARCTIC OCEAN ALLIANCE

SOUTHERN OCEAN CARBON & CLIMATE OBSERVATORY

 

La mappa area marina protetta con le firme Il logo del CCAMLR

Riapre la base italiana in Antartide

Con la riapertura della Stazione Mario Zucchelli inizia la XXXII campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del CNR e logistico dell’ENEA

Con la riapertura avvenuta il 20 ottobre della Base italiana “Mario Zucchelli”, ha preso il via la XXXII Campagna estiva 2016-2017 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Il compito di aprire la Base per ripristinarne la piena funzionalità dopo il lungo inverno antartico prima dell’arrivo degli altri componenti della Spedizione è affidato a un gruppo di 20 persone del PNRA, partito il 20ottobre da Christchurch con un volo dell’Air Force Neozelandese alla volta della Stazione antartica sta    tunitense McMurdo, da dove ha raggiunto Baia Terra Nova a bordo di due piccoli aerei del Programma antartico statunitense.

Fanno parte del gruppo il Capo Spedizione Alberto Della Rovere, i tecnici specializzati dell’ENEA, due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, un medico, un cuoco e tre piloti di elicottero neozelandesi.

La Campagna avrà una durata di quattro mesi nel corso dei quali nella Base si avvicenderanno circa 230 persone, tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri: malgrado l’estate antartica, le condizioni in cui vengono svolte le attività sono spesso difficili perché sulla costa, dov’è situata la Stazione “Mario Zucchelli”, si registrano temperature medie tra 0°C e -35°C e vi sono 24 ore di luce al giorno.

Dalla Stazione “Mario Zucchelli” partirà il 9 novembre prossimo il volo di apertura della Campagna estiva nella Stazione italo-francese Concordia (presso il sito di Dome C, a 3.300 m di altitudine sul plateau antartico): un primo gruppo di tecnici italiani e francesi potrà finalmente dare il cambio alla piccola squadra di dodici persone che ha lavorato in completo isolamento per i nove mesi della Campagna invernale, periodo nel quale a Dome C si registrano temperature tra le più basse del pianeta, perfino inferiori a -80°C.

Oltre alle due basi terrestri, la XXXII Spedizione vedrà impegnate nell’Oceano Meridionale anche due navi italiane di ricerca: l’ITALICA, che si trova già in Nuova Zelanda, salperà dal porto di Lyttelton diretta in Antartide alla fine di dicembre per effettuare sia operazioni logistiche che una campagna di ricerca oceanografica e di biologia marina; l’OGS Explora ha in programma una campagna scientifica geologico-geofisica tra gennaio e febbraio 2017, partendo dal porto di Hobart in Tasmania.

Nel clima di cooperazione internazionale che caratterizza la scienza antartica, alcuni ricercatori italiani svolgeranno attività di ricerca presso basi antartiche e navi straniere.

La Spedizione del PNRA, la cui attuazione operativa è affidata all’ENEA, è finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), che si avvale della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA) per gli indirizzi strategici. Le attività di ricerca, coordinate dal CNR, riguarderanno biodiversità, evoluzione e adattamento degli organismi antartici, scienze della Terra, glaciologia, contaminazioni ambientali, scienze dell’atmosfera, attività di monitoraggio presso gli Osservatori permanenti meteo-climatici, astronomici e geofisici, nonché, presso la Stazione Concordia, attività di astrofisica e biomedicina per l’adattamento dell’uomo allo spazio.

 

ANTARTIDE, ALLA RICERCA DEL GHIACCIO PIÙ ANTICO DEL PIANETA

Progetto europeo triennale da 2,2 milioni di euro per decifrare la storia del clima

 

Roma, 14 novembre 2016 – Glaciologi e climatologi di 14 istituzioni di 10 paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi).

 

L’Italia partecipa nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca  (MIUR), è presente nel consorzio con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (IDPA-CNR) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

 

Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. E’ questo l’obiettivo di “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI). Per dare l’idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’atmosfera del passato.

 

“Quello che ancora non siamo riusciti a comprendere è perché cambiò il ciclo dei periodi glaciali e interglaciali tra 900mila e 1,2 milioni di anni fa”, spiega Carlo Barbante, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’ IDPA-CNR.

 

Prima della cosiddetta transizione di metà Pleistocene, i periodi glaciali e interglaciali si alternavano all’incirca ogni 40mila anni. Da allora invece ogni periodo è durato circa 100mila anni. Questa conoscenza deriva per esempio dall’analisi di campioni di sedimenti, i quali però sono privi di informazioni sui gas presenti nell’atmosfera.

 

“Non possiamo indagare il ruolo dei gas ad effetto serra, perché non abbiamo campioni adeguati per farlo, in quanto gli unici archivi geologici che contengono la composizione chimica dell’atmosfera sono le carote di ghiaccio”, afferma Barbara Stenni, professoressa all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

 

Il progetto BE-OI nasce proprio per colmare questa lacuna, con analisi geofisiche, tecnologie di perforazione rapida e datazione del ghiaccio sul campo. Inoltre, le tecnologie di perforazione saranno ulteriormente sviluppate e testate. Il primo lavoro sul campo partirà a breve: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (ENEA) e i geofisici Stefano Urbini (INGV) e Luca Vittuari (Università di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, analizzeranno lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra. Lo spessore della calotta glaciale è solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perché a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l’accumulo di neve e i flussi dei ghiaccio dal cuore dell’Antartide verso la costa.

 

Durante il programma di ricerca sul campo gli scienziati contemporaneamente misureranno l’accumulo di neve, la dinamica del ghiaccio e useranno nuove tecnologie per perforare il ghiaccio e misurare le temperature.

 

“Durante studi precedenti abbiamo individuato aree chiave in cui ci aspettiamo di trovare i più antichi archivi di ghiaccio della Terra – spiega il professor Olaf Eisen (Alfred Wegener Institute), coordinatore del progetto – Ora dobbiamo verificarlo ed è importante per noi apprendere più possibile riguardo i processi di deposizione e della dinamica del ghiaccio”.

 

Oltre a questi interrogativi scientifici, il progetto ha anche l’obiettivo di mettere assieme l’esperienza tecnologica e scientifica necessaria per affrontare questo progetto di perforazione profonda, per rifinire la pianificazione scientifica e la gestione del progetto e per definire budget e finanziamenti. Per generare il massimo avanzamento scientifico, sono coinvolte le più ampie comunità scientifiche europee dedicate alla paleoclimatologia e allo studio dei modelli climatici.

 

Il progetto

 

Il consorzio Beyond EPICA – Oldest Ice (BE-OI) e i suoi partner internazionali sintetizzano una concentrazione di competenze scientifiche e infrastrutture per l’analisi di carote di ghiaccio unica a livello mondiale. BE-OI è una Coordination and Support Action. Presenta le basi scientifiche, tecnologiche e finanziarie per la sfida di estrarre campioni di ghiaccio che risalgono fino a 1,5 milioni di anni in un futuro progetto. Sarà un contributo importante per l’esplorazione futura dell’Antartide e promette scoperte rilevanti sul clima e sui flussi globali di anidride carbonica. Queste nuove conoscenze miglioreranno le proiezioni future sugli sviluppi del clima con dati quantitativi affidabili e permetteranno di formulare strategie più mirate per affrontare le sfide sociali poste dai cambiamenti globali.

 

BE-OI è il contributo europeo per la ricerca globale di un luogo adatto all’estrazione di profonde carote di ghiaccio. Il consorzio tiene conto delle ricognizioni preliminari nell’area di Dome C nelle vicinanze della base italo/francese di Concordia e Dome Fuji, entrambe regioni promettenti nella parte orientale dell’Antartide. Altri consorzi si occuperanno di altre aree sotto l’egida dell’International Partnerships in Ice Core Sciences.

 

Membri del consorzio:

  • Alfred Wegener Institute, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi, Germania), Coordinatore
  • Institut Polaire Français Paul Émile Victor (Ipev, Francia)
  • ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Italia)
  • Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs, Francia)
  • Natural Environment Research Council – British Antarctic Survey (Gran Bretagna)
  • Universiteit Utrecht – Institute for Marine and Atmospheric Research (Olanda)
  • Norwegian Polar Institute (Norvegia)
  • Stockholms Universitet (Svezia)
  • Universität Bern (Svizzera)
  • Università di Bologna (Italia)
  • University of Cambridge (Gran Bretagna)
  • Kobenhavns Universitet (Danimarca)
  • Université Libre de Bruxelles (Belgio)
  • Lunds Universitet (Svezia)

 

 

Beyond EPICA – Oldest Ice

Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. Vogliono trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale campione permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) è finanziato dal programma dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 con l’accordo di progetto numero 730258. Il progetto durerà da ottobre 2016 a settembre 2019 e metterà assieme esperti di 14 istituzioni da dieci Pesi europei, coordinati dall’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi). L’Italia, presente nel consorzio con Enea e Università di Bologna, è rappresentata da scienziati delle università Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca, dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Destinazione Antartide: cercasi medici, tecnici informatici, elettrici e elettronici disposti a vivere per un anno un’esperienza unica e indimenticabile tra i ghiacci

Reperimento nazionale – Scadenza 13 giugno 2016

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ATTENZIONE !

L’avviso di interesse di seguito pubblicato NON è un bando di assunzione ma si rivolge ESCLUSIVAMENTE a personale GIA’ DIPENDENTE da Enti pubblici di ricerca o che, in forza delle norme che regolano l’attuazione delle Spedizioni italiane in Antartide, sia disponibile – previo benestare della struttura di appartenenza – ad essere temporaneamente assegnato al PNRA per la copertura delle posizioni qui descritte.

Coloro che mancano dei requisiti previsti sono pertanto invitati ad astenersi dall’inviare candidature spontanee che non potranno in alcun modo essere prese in considerazione.

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AVVISO DI INTERESSE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA XXXII SPEDIZIONE ITALIANA IN ANTARTIDE

STAGIONE INVERNALE PRESSO LA STAZIONE CONCORDIA (NOVEMBRE 2016/NOVEMBRE 2017).

AVVISO DI INTERESSE PER LA PARTECIPAZIONE ALLA XXXII SPEDIZIONE ITALIANA IN ANTARTIDE STAGIONE INVERNALE PRESSO LA STAZIONE CONCORDIA (NOVEMBRE 2016/NOVEMBRE 2017).

L’attuazione delle Spedizioni italiane del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), le azioni tecniche e logistiche e la responsabilità dell’organizzazione nelle zone operative sono affidate all’ENEA in ottemperanza al Decreto interministeriale 30 settembre 2010 (GURI n. 27 del 3/02/2011).

Tra le attività del PNRA è di particolare rilevanza la gestione della Stazione italo-francese CONCORDIA, costruita sul plateau antartico nel sito di Dome C (75° 06’ S, 123° 21’ E) a 3.233 m di altitudine, a distanza di oltre 1000 km sia dalla Stazione costiera italiana “Mario Zucchelli” che dalla Stazione costiera francese “Dumont d’Urville” (continua……)

Avviso rep_tecnici_WO13_3Avviso rep_medico_WO13_3

Miur emana bando PNRA 2016 con Decreto Direttoriale del 5 aprile 2016 n. 651

5 APRILE 2016: Il MIUR ha emanato il bando PNRA 2016 con Decreto Direttoriale del 5 aprile 2016 n. 651. Le domande devono essere presentate entro le ore 12:00 del 6 maggio 2016 attraverso il servizio telematico SIRIO

 Il 1° aprile è stata insediata la nuova Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, nominata con decreto ministeriale Prot. n. 169 del 21 marzo 2016.

Dal Miur 6 mln di euro per nuove ricerche in Antartide

Piu’ fondi rispetto al 2015, ma 1/5 rispetto a 10 anni fa (ANSA) – ROMA, 5 APR – Ammontano a 6 milioni di euro le risorse stanziate dal Ministero dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca (Miur) nel bando 2016 del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra). Una cifra che segna una risalita rispetto all’anno passato, quando il finanziamento era stato di soli 2,2 milioni di euro, ma comunque ben lontano dai 29 milioni di euro assegnati nel 2005-2006. Dello stanziamento complessivo, 5,3 milioni di euro sono destinati alle attivita’ di ricerca da fare in Antartide su una delle piattaforme fisse e mobili italiane durante le campagne antartiche. I restanti 700mila euro saranno per attivita’ di ricerca nelle regioni polari su piattaforme fisse e mobili di altri Paesi o nell’ambito di iniziative internazionali. Con l’obiettivo di promuovere possibili integrazioni e comparazioni, le attivita’ finanziate dal bando potranno riguardare anche aree al di fuori della regione antartica. Le aree di ricerca saranno: dinamica dell’atmosfera e processi climatici, della calotta polare, della Terra solida e degli oceani polari, oltre alle relazioni Sole-Terra e ‘space weather’, l’Universo sopra l’Antartide. E ancora evoluzione, adattamento e biodiversita’, l’uomo in ambienti estremi, contaminazione ambientale, paleoclima, problemi e rischi ambientali. Al bando possono partecipare universita’ e istituzioni universitarie italiane, statali e non statali, gli enti e le istituzioni pubbliche nazionali di ricerca vigilati dallo Stato, e altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti da Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008. Le domande dovranno essere compilate a partire dalle 10 del 6 aprile 2016 e trasmesse entro le ore 12 del 6 maggio 2016 utilizzando il servizio telematico Sirio. I progetti saranno valutati dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, che si avvarra’ anche del parere di esperti internazionali, con particolare attenzione alle proposte coordinate da giovani ricercatori. (ANSA)

Stazione Mario Zucchelli


St. italo-francese Concordia


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