8 gennaio 2017: la M/N Italica attracca a Baia Terra Nova e riparte subito

Domenica 8 gennaio 2017 la M/N Italica, proveniente dal porto di Lyttelton (NZ), è arrivata a Baia Terra Nova ed ha attraccato vicino la banchisa, che permette di accostare la nave in sicurezza come se fosse una banchina portuale.  Le avverse condizioni meteo-marine non hanno permesso di proseguire nello scarico di materiale e nello sbarco del personale che era destinato alla Stazione Mario Zucchelli, da impiegare nel 2° turno di lavoro. La M/N Italica, è così salpata da Baia Terra Nova per affrontare la prima parte delle attività scientifiche previste dalla Campagna Oceanografica 2017. E’ stato possibile nominare il capo spedizione dell’Italica, Nicola La Notte dell’ENEA, che coprirà il ruolo fino al termine della campagna antartica, in quanto era risucito ad imbarcarsi. La Notte ha svolto dai primi di novembre anche il ruolo di Station leader presso la Stazione italo-francese Concordia. Ad oggi il personale presente a bordo è complessivamente di 58 unità.

Arrivo Italica a BTN e inizio percorso primo LEG

Arrivo Italica a BTN e inizio percorso primo LEG

 

La M/N Italica vicina al 70° parallelo Sud.

Il 3 dicembre la M/N Italica ha superato il 60° parallelo Sud e si sta avvicinando al 70° parellelo, come  mostra la cartina qui pubblicata.

Il percorso si può seguire attraverso il sitoweb http://sysnav.bologna.enea.it/Myway/Map_activities.action.

A bordo sono presenti n. 56 componenti la XXXII^ Spedizione italiana in Antartide 2016-17.

Posizione Italica al 5 dicembre 2017

Posizione Italica al 5 dicembre 2017

 

POSIZIONE ITALICA REGISTRATA DAL SISTEMA DI NAVIGAZIONE MyWay

ORA UTC:                            05-01-2017 03:53

ORA LOCALE:                    Thu Jan 05 21:48:40 NZDT 2017

LATITUDINE:                     68° 27.0953′ S

LONGITUDINE:                 179° 57.9678′ E

ROTTA:                                 130.7

VELOCITA’ NAVE:              7.07 kns

PROSSIMO WAYPOINT: ACT_001

LATITUDINE:                     72° 08.9445′ S

LONGITUDINE: 176° 13.1921′ W

DISTANZA:                         234.9

ETA*:                                   Sun Aug 17 19:12:55 NZST 292278994

*non tiene conto delle condizioni meteo e del ghiaccio

 

 

LA “OLDEST ICE SCIENTIFIC TRAVERSE” E’ ARRIVATA A DESTINAZIONE

Stazione Concordia. Lunedì 12 dicembre alle 11:00 ora locale(h 4:00 ora italiana), la seconda “Milestone” (MS2) del progetto Beyond Epica – Oldest Ice è arrivata a destinazione dopo aver percorso 2050 km sul ghiaccio.

Il convoglio di mezzi è partito il 17 novembre scorso dal sito di Talos Dome a poche centinaia di km dalla Stazione Mario Zucchelli.  L’obiettivo era trasferire il materiale e la strumentazione utile per effettuare le perforazioni del ghiaccio più antico del pianeta alla Stazione italo francese Concordia.

Arrivo della traversa a Concordia

Arrivo della traversa a Concordiapresso la stazione italo-francese Concordia.

La “Oldest Ice Scientific Traverse” era guidata da un team di 8 persone, tra tecnici e scientifici: G. Bianchi Fasani (ENEA), L. Calligaro, D.De Podestà (Guida Alpina, Esercito), F.Frascati (ENEA), M.Frezzotti (ENEA), S.Panichi (ENEA), M.Quintavalla, M.Scalet.

Il convoglio, composto da moduli con slitte e gatti delle nevi, oltre al trasporto del materiale per la perforazione, è organizzato in modo tale che diventi il luogo dove lavorare, dormire, mangiare, riscaldarsi etc. Un container ad esempio è allestito per dormire e mangiare, un altro ha la doccia e il bagno. Al seguito viaggiano 3 cisterne di cui ciascuna porta 16 mila litri di carburante. Il convoglio viaggia ad una media di 5/7 km orari. Nei  20 giorni di tragitto il gruppo ha affrontato diversi disagi creati dalle avverse condizioni meteo, passando dalla costa dove ci sono forti raffiche di vento, mentre inoltrandosi all’interno del continente, il vento si placava ma si abbassavano le temperature fino a raggiungere, in questo periodo,  i -45°C.

 

Per saperne di più:

COMUNICATO ENEA

Sito ufficiale del progetto  Beyond Epica 

La repubblica: intervista su Web/TV a Frezzotti e La Notte

CNR: Antartide, alla ricerca del ghiaccio più antico del pianeta

La Stampa  – Inizia un viaggio nel tempo con il ghiaccio dell’era degli ominidi.

 

La nave OGS-Explora in navigazione per la 32ma campagna PNRA

La nave OGS-Explora è in navigazione dall’alba del 6 dicembre agli ordini del Comandante Franco Sedmak con 18 persone di equipaggio, diretta ad Hobart per la rotta del canale di Suez.

L’arrivo ad Hobart, dove sarà imbarcato il personale del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), è previsto per il 13 gennaio 2017.

OGS_2016

In Antartide la ricerca del ghiaccio più antico del pianeta

Progetto europeo triennale da 2,2 milioni di euro Roma, 14 nov. (askanews) – Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’ obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’ istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi). L’ Italia partecipa nell’ ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), finanziato dal Ministero dell’ Istruzione, dell’ Università e della Ricerca (Miur), ed è presente nel consorzio con l’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’ energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’ Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. E’ questo l’ obiettivo di “Beyond EPICA – Oldest Ice” (BE-OI). Per dare l’ idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’ atmosfera del passato. “Quello che ancora non siamo riusciti a comprendere è perché cambiò il ciclo dei periodi glaciali e interglaciali tra 900mila e 1,2 milioni di anni fa”, spiega Carlo Barbante, professore all’ Università Ca’ Foscari Venezia e direttore dell’ Idpa-Cnr. Prima della cosiddetta transizione di metà Pleistocene, i periodi glaciali e interglaciali si alternavano all’ incirca ogni 40mila anni. Da allora invece ogni periodo è durato circa 100mila anni. Questa conoscenza deriva per esempio dall’ analisi di campioni di sedimenti, i quali però sono privi di informazioni sui gas presenti nell’ atmosfera. “Non possiamo indagare il ruolo dei gas ad effetto serra, perché non abbiamo campioni adeguati per farlo, in quanto gli unici archivi geologici che contengono la composizione chimica dell’ atmosfera sono le carote di ghiaccio”, afferma Barbara Stenni, professoressa all’ Università Ca’ Foscari Venezia. Il progetto BE-OI nasce proprio per colmare questa lacuna, con analisi geofisiche, tecnologie di perforazione rapida e datazione del ghiaccio sul campo. Inoltre, le tecnologie di perforazione saranno ulteriormente sviluppate e testate. Il primo lavoro sul campo partirà a breve: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (Enea) e i geofisici Stefano Urbini (Ingv) e Luca Vittuari (Università di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, analizzeranno lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra. Lo spessore della calotta glaciale è solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perché a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l’ accumulo di neve e i flussi del ghiaccio dal cuore dell’ Antartide verso la costa.

Dove si svolge la ricerca del ghiaccio più antico.

Concordia: concluso il “winter-over”, il via ad una nuova campagna estiva (novembre-febbraio)

Martedì 8 novembre alle ore 15:55 (Dome C time, 08:55 ora italiana) è atterato presso la Stazione italo-francese Concordia (nel sito di Dome C, a 3.300 m di altitudine sul plateau antartico), un bimotore DC3, che ha trasportato un primo gruppo di tecnici italiani e francesi che daranno il cambio alla piccola squadra di dodici persone, rimasta per nove lunghi mesi  in completo isolamento, periodo nel quale a Dome C si registrano temperature tra le più basse del pianeta, perfino inferiori a -80°C.

La campagna estiva a Concordia, durerà fino ai primi di febbraio ed ha come obiettivo portare avanti diversi progetti di ricerca che vanno dagli studi sull’Antartide come motore del clima e sistema di raffredamento del nostro pianeta,  sull’adattaemnto umano in ambiente estremo, sull’osservazione dello spazio ed altri studi.

Nella foto il gruppo di apertura partito dalla base italiana di MZS.

Apertura Campagna estiva a Concordia

ISTITUITA IN ANTARTIDE L’AREA MARINA PROTETTA DEL MARE DI ROSS

Hobart, 28 ottobre e 2016.

La più grande area marina protetta del mondo è stata istituita oggi dalla Commissione per le Risorse Viventi Marine dell’Antartide (CCAMLR) in occasione della sua XXXV riunione annuale. La commissione, composta dalle delegazioni di 25 Governi, tra cui l’Italia, ha raggiunto questo storico risultato a 6 anni di distanza dalla proposta di istituzione dell’area stessa formulata da Nuova Zelanda e Stati Uniti.

La regione, che ha un’estensione di oltre 1,5 milioni di km2, è una delle aree oceaniche più incontaminate del mondo e rappresenta un delicato e complesso ecosistema che il CCAMLR ha deciso di conservare e di dedicare alla ricerca scientifica.

La Stazione Italiana “Mario Zucchelli” si trova in una posizione centrale e strategica nel Mare di Ross per le numerose attività di ricerca e monitoraggio ivi tuttora in corso, anche grazie ad una lunga tradizione di ricerca e di proficue collaborazioni sul piano scientifico e logistico nella Regione del Mare di Ross nell’ambito del suo Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

L’Italia è pertanto desiderosa di partecipare attivamente al Piano di Ricerca e Monitoraggio della nuova Area Marina Protetta, con l’impegno a cooperare con tutti i Paesi interessati e con lo spirito di preservare questa importante area incontaminata del Pianeta nell’interesse delle nuove generazioni.

La delegazione italiana era composta dai consiglieri Anna Maria Fioretti (CNR), Paolo Nicolai (ENEA), Marino Vacchi (Università dedli Studi di Genova), guidata da Eugenio Sgrò, Consigliere d’Ambasciata e coordinatore per la partecipazione dell’Italia ai programmi multilaterali riguardanti l’Antartide (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Altre fonti:

ANTARCTIC OCEAN ALLIANCE

SOUTHERN OCEAN CARBON & CLIMATE OBSERVATORY

 

La mappa area marina protetta con le firme Il logo del CCAMLR

Riapre la base italiana in Antartide

Con la riapertura della Stazione Mario Zucchelli inizia la XXXII campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del CNR e logistico dell’ENEA

Con la riapertura avvenuta il 20 ottobre della Base italiana “Mario Zucchelli”, ha preso il via la XXXII Campagna estiva 2016-2017 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Il compito di aprire la Base per ripristinarne la piena funzionalità dopo il lungo inverno antartico prima dell’arrivo degli altri componenti della Spedizione è affidato a un gruppo di 20 persone del PNRA, partito il 20ottobre da Christchurch con un volo dell’Air Force Neozelandese alla volta della Stazione antartica sta    tunitense McMurdo, da dove ha raggiunto Baia Terra Nova a bordo di due piccoli aerei del Programma antartico statunitense.

Fanno parte del gruppo il Capo Spedizione Alberto Della Rovere, i tecnici specializzati dell’ENEA, due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, un medico, un cuoco e tre piloti di elicottero neozelandesi.

La Campagna avrà una durata di quattro mesi nel corso dei quali nella Base si avvicenderanno circa 230 persone, tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri: malgrado l’estate antartica, le condizioni in cui vengono svolte le attività sono spesso difficili perché sulla costa, dov’è situata la Stazione “Mario Zucchelli”, si registrano temperature medie tra 0°C e -35°C e vi sono 24 ore di luce al giorno.

Dalla Stazione “Mario Zucchelli” partirà il 9 novembre prossimo il volo di apertura della Campagna estiva nella Stazione italo-francese Concordia (presso il sito di Dome C, a 3.300 m di altitudine sul plateau antartico): un primo gruppo di tecnici italiani e francesi potrà finalmente dare il cambio alla piccola squadra di dodici persone che ha lavorato in completo isolamento per i nove mesi della Campagna invernale, periodo nel quale a Dome C si registrano temperature tra le più basse del pianeta, perfino inferiori a -80°C.

Oltre alle due basi terrestri, la XXXII Spedizione vedrà impegnate nell’Oceano Meridionale anche due navi italiane di ricerca: l’ITALICA, che si trova già in Nuova Zelanda, salperà dal porto di Lyttelton diretta in Antartide alla fine di dicembre per effettuare sia operazioni logistiche che una campagna di ricerca oceanografica e di biologia marina; l’OGS Explora ha in programma una campagna scientifica geologico-geofisica tra gennaio e febbraio 2017, partendo dal porto di Hobart in Tasmania.

Nel clima di cooperazione internazionale che caratterizza la scienza antartica, alcuni ricercatori italiani svolgeranno attività di ricerca presso basi antartiche e navi straniere.

La Spedizione del PNRA, la cui attuazione operativa è affidata all’ENEA, è finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), che si avvale della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA) per gli indirizzi strategici. Le attività di ricerca, coordinate dal CNR, riguarderanno biodiversità, evoluzione e adattamento degli organismi antartici, scienze della Terra, glaciologia, contaminazioni ambientali, scienze dell’atmosfera, attività di monitoraggio presso gli Osservatori permanenti meteo-climatici, astronomici e geofisici, nonché, presso la Stazione Concordia, attività di astrofisica e biomedicina per l’adattamento dell’uomo allo spazio.

 

Stazione Mario Zucchelli


St. italo-francese Concordia


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